Nerum Vino Etrusco di Tarazona: Archeologia sperimentale di Francesco Mondini

Nerum Vino Etrusco di Tarazona: Archeologia sperimentale di Francesco Mondini

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Arezzo, venerdì 29 settembre, prima giornata di Wine ExpoGusto

Incontriamo un vero Etrusco, o meglio, uno che è innamorato del mondo etrusco e che ha cercato di far rivivere nel suo vino, il NERUM.

Ecco cosa ci racconta Francesco Mondini

 

Nerum

Tarazona è  una piccola azienda di Antria di Arezzo in Toscana che nel 3° millennio produce alta qualità, trovando ispirazione nella cultura, nella civiltà della natura, nel rispetto dei tempi alla ricerca di un futuro antico.

Francesco Mondini, ha dedicato 15 anni della sua vita alla ricerca e ricostruzione dei sistemi di vinificazione usati anticamente, una disciplina che prende il nome di Archeologia sperimentale.

Francesco Mondini:-“Coinvolgendo storici, archeologi, dottori in agraria, geologi, mastri cocciai siamo arrivati nel 2014 ad avere un prodotto di eccellente qualità, perfetto nei suoi equilibri e soprattutto totalmente naturale senza aggiunta di sostanze chimiche, una autentica spremuta di uva, naturale come la terra ci dona.

Oggi abbiamo l’onore di presentarvi il primo vino al mondo biologico vinificato in orci di terracotta, completamente interrati, con il metodo Mondini.”

Iniziamo la conoscenza di questo antico popolo, gli Etruschi, della loro civiltà e del loro vino:

Francesco:-“Cerco di immaginare i piccoli templi di legno degli etruschi: delicati, fragili ed evanescenti come fiori. Ormai abbiamo raggiunto la fase in cui si è stanchi di grandi costruzioni in pietra e si comincia a comprendere che è meglio mantenere la vita fluida e mutevole piuttosto che imprigionarla schiacciandola sotto il peso dei grandi monumenti…

Sembra che nell’istinto degli etruschi ci sia stato un desiderio autentico di preservare l’umore naturale della vita, un compito certamente più degno e alla lunga più difficile che conquistare il mondo, sacrificare se stessi o salvare un’anima immortale.”

D.H.Lawrence – Etruscan place, London 1932

Molti credono che il vino sia stato introdotto in Italia dalle colonizzazioni provenienti dall’oriente e che gli etruschi abbiano contribuito all’arte del produrlo ed alla sua diffusione ma i risultati di recenti scavi e le ricerche degli ultimi anni hanno confermato che il vino, e la cultura ad esso riferita, fosse stata in loro possesso da prima delle colonizzazioni greche.

L’esistenza poi di due diversi modi di coltivare la vite, l’uso di vitigni differenti e una così grande ricchezza di ambienti ideali per la vite confermano che gli italici producevano e consumavano il vino già in epoca protostorica; infatti i greci utilizzavano la vite domestica proveniente dal Caucaso, impianti bassi per sfruttare il calore del suolo e potatura annuale per una produzione più qualificata, mentre gli etruschi maritavano vite silvestre su impianti vivi, per lo più olmo e acero.

Dalle analisi dei materiali venuti recentemente alla luce e dalla loro collocazione negli ambienti è stato accertato l’uso di recipienti interrati per la maturazione del vino e che per impedire l’alterazione del contenuto le pareti dei contenitori, compresi quelli per il trasporto, venivano impermeabilizzati con l’utilizzo di pece o resina oppure cera mista al miele; l’impiego della resina fu poi preferito per la sua vischiosità e, soprattutto, per la sua proprietà antibatterica.

Sapere che oggi c’è qualcuno che, prendendo ispirazione dalle antiche civiltà d’oriente e, soprattutto, dagli etruschi, riporta in vita la cultura della vinificazione in grandi vasi di terracotta cosparsi di resina ed interrati, non può che riempirci di gioia.

Ed io che ho avuto il piacere di degustare il “Nerum” posso darvi il mio parere: è un vino genuino, unico e nobile, un po’ come gli etruschi.

Archeologo Direttore Maurizio Pellegrini
LDPV Servizi Educativi – Ufficio Sequestri e Scavi Clandestini

Soprintendenza Beni Archeologici Etruria Meridionale – Museo Etrusco di Villa Giulia, Roma

 

– Il documentario “Vinum”, realizzato dal Dott. Maurizio Pellegrini (archeologo ) Museo di Villa Giulia di Roma, vincitore del premio Capitello d’Oro 2008 per la sezione Didattica. Nel documentario vedrete ciò che gli archeologi hanno scoperto e ricostruito sulla vinificazione Etrusca nell’antichità.

– Il cd “I Flauti Etruschi” del Centro del suono, Gruppo precursore dell’archeologia sperimentale e l’unico gruppo al mondo che ha ricostruito gli strumenti musicali etruschi e romani riscoprendo così i suoni e le armonie del passato, colonna sonora della musicoterapia in cantina. Potrà allietarvi nell’attesa della degustazione.

– Un breve filmato di istruzioni che Vi aiuterà a degustare al meglio il vino “Nerum” con i modi e i tempi giusti.

– La copia delle analisi organolettiche effettuate e una ricetta di ispirazione antica. – La storia di come è nata l’idea di realizzare il vino “Nerum”.
COME SI BEVE IL “Nerum” NETTARE DEGLI DEI
Le 6 regole per apprezzare in pieno tutti i profumi e sapori del Nerum:

1- Tenendolo in posizione VERTICALE farlo ambientare per almeno 10 giorni al proprio clima preferibilmente ad una temperatura di 14 gradi ed al buio.

2-Designata la giornata della degustazione aprirlo almeno 6 ore prima , per consentire un inizio di OSSIGENAZIONE. Assaggiare ogni 2-4 ore. Il momento migliore di degustazione e’ quello in cui il vino si è ossigenato completamente, questo cambia in base al clima cioè in estate o in paesi caldi possono bastare 6-8 ore, per inverni o paesi freddi i tempi si allungano fino alle 12-24 ore. Noterete una differenza abissale dai primi sorsi alla fine, ma tutti vi doneranno una piacevole esplosione di sensi.

3- Una volta ossigenato si può VERSARE o in calici di vetro o in coppe di terracotta, questo per continuare la simbiosi del vino con la terra. Prima di assaggiarlo controllare la limpidezza e riempirsi i polmoni dei profumi che il vino emana.

4- E’ importante nella fase di DEGUSTAZIONE far roteare con la lingua il nettare degli Dei, questo per assaporare il primo impatto che risulterà dolce, aromatico e fresco, per poi trasformarsi in un vino asciutto, composto e molto tannico.

5-Ricordarsi che con il suo grado alcolico il vino si presenta ben strutturato per cui sarebbe meglio ACCOMPAGNARLO con pietanze saporite tipo antipasti con carne, crostini, primi al ragù, secondi di arrosti, bistecca, formaggi stagionati, dolci di qualunque genere.

6- Il nettare degli Dei non avendo l’aggiunta di nessun additivo ne naturale ne chimico risulta eccellente anche come vino da MEDITAZIONE.

Confidando che questo sia solo il primo dei nostri incontri in questo viaggio alla scoperta dei vini dell’antichità e degli albori della nostra civiltà, non ci rimane che augurarvi un buon convivio con i migliori auspici di una buona vita a Voi e ai Vostri cari

Francesco Mondini
Az. Agr. Tarazona Miriam

“ Così gli Etruschi onoravano Phuphluns ponendosi corone sui capelli e alzando la coppa per brindare al dio, dolce nel sorriso e tremendo nell’ira. E c’era sempre qualcuno che, nelle vesti di Sileno, raccontava le origini delle cose: il regno di Saturno, la vicenda di Prometeo e l’amore della Grande Madre. In tal modo, attraverso il banchetto si celebrava e si rievocava l’Età dell’Oro.”

Orazio – Satire
LAVTNES RASNES Al popolo Rasenna

AVE AVE AVE salute salute salute

Si ringrazia la terra, il sole, l’acqua, i suoni, la vigna, il nonno Lorenzo che la piantò e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di un sogno.

 

Azienda agricola Bio Tarazona Miriam

Loc. Antria 32/C – Arezzo [ITALIA]
Cell. ++39 347 7755822

Redazione Newsfood.com

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