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Modifiche peggiorative del contratto di lavoro

By Redazione

D: Si può modificare, «in peius», la posizione di una delle parti nelrapporto di lavoro? Quali limitazioni hanno le parti firmatarie dei CCNL? I giudici come
guardano a tali pratiche del datore di lavoro?

R: Si può dare solo una risposta di massima: sia il legislatore che le parti stipulanti i CCNL possono modificare, «in peius», la posizione di una delle parti,
anche mediante la modifica di un sistema di calcolo della retribuzione o del trattamento di quiescenza, salvo il limite della ragionevolezza ed escluso il diritto di ripetere somme già
corrisposte.

Per quanto attiene al limite all’autonomia delle parti contraenti nel dettare un nuovo regolamento dei rapporti in corso questo è ancor più flebile rispetto al potere decisionale
del legislatore civile poiché il contratto non dà luogo a comandi unilaterali e imperativi.

Infatti il contratto di lavoro è il punto di incontro di contrapposti interessi, esigenze e valutazioni, rimesse alla libertà delle parti e l’intervento di un giudice, inteso ad
alterare assetti economici-giuridici spesso raggiunti all’esito di difficili trattative, può essere più idoneo a compromettere, che a salvaguardare, i valori, di rilievo
costituzionale, posti a fondamento dei cosiddetti diritti quesiti.

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