MNLF: le minacce dei farmacisti titolari

Mutuando la celebre frase di Tancredi nel Gattopardo di Giuseppe Tommasi di Lampedusa, oggi i rappresentanti della maggiore corporazione professionale del Paese, quella dei farmacisti titolari,
ha presentato le conclusioni del tavolo tecnico fortemente voluto dal Ministro della Salute Livia Turco.

Nell’intento di scongiurare un ulteriore passo verso la liberalizzazione del settore rappresentato dall’approvazione dell’articolo 2 del d.d.l. 1644 (terza lenzuolata Bersani), i vertici di
F.O.F.I. (Federazione Ordini Farmacisti Italiani), Federfarma (Ass. Titolari di Farmacia, Assofarm (Farmacie comunali) con la fattiva collaborazione della multinazionale Admenta (gruppo Ghee),
hanno presentato un progetto di riforma del servizio farmaceutico debole, insufficiente e risibile per la portata riformatrice ed innovatrice nella distribuzione al dettaglio del farmaco.

Con inusitata arroganza i titolari di farmacia uniti ai rappresentanti di un Ordine Nazionale che non rappresenta più gli interessi generali della categoria si permettono di ricattare il
Paese e un Ministro della Repubblica perché receda dall’intento di liberalizzare, pena il proposito di far pagare ai cittadini tutti i farmaci. Ebbene i titolari degli esercizi
farmaceutici aperti dopo il primo decreto Bersani sono pronti a sostituire le farmacie che scenderanno in sciopero per alleviare gli ingiustificati disagi dei cittadini.

E’arrivato il momento di dire basta a queste minacce, di dire basta con gli interessi e i privilegi di alcuni a danno dei più, di dire basta con i monopoli e le rendite feudali.

La posizione del Ministro della Salute di sostanziale sostegno a lobby e corporazioni, appare particolarmente grave ed offensiva delle prerogative del Parlamento, allorché si pone alla
testa del tentativo di modifica, al di fuori delle aule preposte, di una legge già approvata dalla Camera dei Deputati ed attualmente in discussione al Senato.

I deputati presenti alla Camera dovrebbero ritenersi offesi dal comportamento di un Ministro che sin dal primo decreto Bersani ha lavorato per boicottare e rendere inefficaci i provvedimenti
legislativi approvati, un Ministro che è moralmente partecipe delle minacce dei farmacisti titolari.

Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti invita i senatori, le associazioni dei consumatori e la pubblica opinione a resistere e a manifestare il proprio dissenso contro la volontà
conservatrice delle corporazioni responsabili in Italia del basso livello di competitività e dell’arretratezza economica in cui versa il Paese.

Invita inoltre, il Presidente del Consiglio Romano Prodi e il Ministro delle Attività Produttive Pierluigi Bersani a confermare con l’approvazione senza modifiche dell’articolo 2 la
propria volontà di perseguire nelle politiche di liberalizzazione dell’economia italiana.

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