Maltempo: stato di calamità per l'agricoltura in Piemonte

By Redazione

Attivare subito le procedure necessarie per dichiarare lo stato di calamità per l’agricoltura, è quanto chiesto dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori per i gravi danni
subiti dalle coltivazioni (frutteti, frumento, ortaggi e vitigni) in molte parti del Piemonte (cuneese, alessandrino, torinese soprattutto) devastate dalla furia delle acque che hanno provocato
allagamenti, smottamenti e frane nelle campagne e nelle zone rurali.

Pesanti sono state le conseguenze -avverte la Cia che ha avviato un pronto monitoraggio- per la frutta e gli ortaggi. Sono andati distrutti molti alberi di pesche, ciliegie, susine e
albicocche. Stesso discorso per le coltivazioni orticole a campo aperto: melanzane, insalate, peperoni. Distrutti anche diversi terreni coltivati a fragole.

Le piogge torrenziali e le esondazioni di Po e Dora -segnala la Cia- hanno allagato molti campi di frumento e il raccolto rischia di andare perso. Preoccupazione destano pure alcuni vigneti e
la situazione del bestiame, in particolare, quello dei pascoli collinari e montani.

Pesanti i danni -registra la Cia- per l’agricoltura pedemontana: dalla Valsesia alla Val Susa, dalla Val Pollice al Chisone. La pioggia, che si è abbattuta con forte intensità, ha
provocato allagamenti in molte aziende e stalle. Terreni agricoli sono stati inondati dalle acque con smottamenti e frane. Mentre le forti folate di vento (in alcune zone ci sono state violente
trombe d’aria) hanno devastato serre e attrezzature aziendali.

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