Malavolta in caduta libera

Grande preoccupazione tra i sindacati, dopo gli ultimi incontro presso il Ministero dello sviluppo economico, per la continuità produttiva e occupazionale del gruppo Malavolta, ormai in
accertato stato di insolvenza.

Varie le situazioni delle diverse società del gruppo. Per la Foodinvest Pizza è già intervenuta la dichiarazione di fallimento ed è pendente un ricorso dell’Azienda
per la sua conversione in commissariamento straordinario. Il 2 aprile l’assemblea dei creditori deciderà sulla proposta di concordato preventivo per Foodinvest verde, Marollo O.P., Verde
Italia e Tecnocampus. Sono già cessate le attività della Capogruppo Malavolta Corporate e stanno cessando per Porto d’Ascoli, stabilimenti per i quali è stata aperta la
procedura di mobilità per tutti i dipendenti. Gli stabilimenti di Medunto e Teramo sono stati affittati a terzi e la stessa sorte spetta probabilmente al sito di Rotella. La
proprietà, dunque, sembra non essere in grado di assicurare la minima gestione industriale.

Flai, Fai e Uila ritengono sia indispensabile procedere in tempi rapidi al commissariamento straordinario dell’intero gruppo. Si spera, in questo modo, di garantire la continuità e il
rafforzamento delle attività produttive negli stabilimenti concessi in affitto ad altri imprenditori, la salvaguardia degli accordi sindacali già sottoscritti e vigenti nei
diversi siti e il ritiro della procedura di mobilità aperta per i dipendenti della Malavolta Corporate e dello stabilimento di Porto d’Ascoli.
Da parte loro i sindacati garantiscono la massima collaborazione per il risanamento della struttura produttiva ed il consolidamento degli assetti occupazionali del gruppo.

Laura Svaluto Moreolo

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