Lunedì in piazza a Milano la rabbia degli allevatori di suini

Milano – La peggiore crisi dell’ultimo ventennio, per le aziende che hanno suini il 2007 è diventato l’annus horribilis e anche per il 2008 le previsioni sono
fosche: costi di produzione in aumento e quotazioni in caduta libera. Di fronte a questo tsunami che rischia di spazzare via buona parte del settore, gli allevatori della Coldiretti hanno
deciso di mobilitarsi: il 12 novembre 2007 dalle 14.30 alle 17 saranno in piazza San Carlo, nel cuore di Milano, con una manifestazione alla quale parteciperanno a centinaia da tutte le
province della Lombardia, dove le zone più colpite sono Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Mantova, Milano e Pavia.

“Il settore è allo stremo – afferma Nino Andena, presidente regionale della Coldiretti – o si fa qualcosa oppure rischiamo di vedere azzerato un comparto strategico che nella nostra
regione conta oltre 4 milioni e 700 mila capi, che sono circa la metà di quelli presenti a livello nazionale. Non possiamo restare con le mani in mano mentre dall’estero arriva carne
usata per fare salumi e prosciutti che vengono venduti come fosse tutta roba italiana. Così non si può andare avanti”.

Per questo lunedì 12 novembre al mattino, una delegazione della Coldiretti, guidata dal presidente regionale Nino Andena e composta dai presidenti delle federazioni provinciali,
incontrerà l’Assessore Regionale all’Agricoltura Viviana Beccalossi per presentare un piano in 7 mosse per il rilancio strategico del settore, che prevede:

– la definizione di un contratto tipo per la compravendita di suini con valutazione sulla qualità degli animali e sulla loro destinazione (produzioni Dop o suini da macelleria);

– il potenziamento del sistema di controlli dei Consorzi di Tutela;

– la definizione di una politica per le produzioni Dop;

– l’eliminazione dei focolai di vescicolare con interventi da realizzare nel breve periodo;

– l’intensificazione e il miglioramento dei controlli (sia sotto il profilo sanitario che commerciale e fiscale) sugli animali e sulla carne dall’estero;

– l’avvio del progetto di promozione del Gran Suino Padano;

– l’etichettatura di origine delle carni italiane e la valorizzazione di tutti i tagli.

Lunedì pomeriggio poi, in Piazza San Carlo, nel cuore di Milano, oltre alla distribuzione di assaggi e di materiale informativo ai consumatori (che potranno toccare con
mano la realtà degli allevamenti lombardi), verrà presentato alle ore 15 il vero maiale Made in Italy: una grande sagoma da riempire, in ogni sua parte, con i
salumi e i prosciutti Dop, quelli che devono essere per forza realizzati con carne di suino italiano.

“Per produrre prosciutto crudo in Italia vengono inviate alla stagionatura 12,5 milioni di cosce provenienti da maiali nazionali, mentre 19,6 milioni se ne importano dall’estero – dice la
Coldiretti – ai consumatori spiegheremo anche come non farsi ingannare durante gli acquisti. Ribadendo che se gli allevatori sono pagati poco più di un euro al chilo, la carne al
dettaglio costa cinque volte di più e 20 volte di più se si considerano i prosciutti
. In questo abisso tra prezzi alla produzione e al consumo c’è spazio per
garantire la sopravvivenza degli allevatori senza rincari nella spesa delle famiglie”.

IL PATRIMONIO SUINICOLO IN LOMBARDIA E IN ITALIA

(Rielaborazione Coldiretti)

PROVINCIA

N. TOT. SUINI

%

BERGAMO

270.767

7,3

BRESCIA

1.150.900

24,5

COMO

2.860

0,1

CREMONA

895.600

18,1

LECCO

4.267

0,1

LODI

498.404

10,4

MANTOVA

1.526.761

32

MILANO

98.000

2,1

PAVIA

260.000

5,4

SONDRIO

6.610

0,1

VARESE

960

0

TOT. LOMBARDIA

4.715.129

100

TOT. ITALIA

9.281.083

100

% Lombardia/Italia

50,8


I PREZZI DALLA STALLA AL NEGOZIO – Fonte: Elaborazioni Coldiretti

Moltiplicano per cinque da maiale a braciola

Moltiplicano per dieci da maiale a salame

Moltiplicano per venti da maiale a prosciutto

L’ANDAMENTO DEI PREZZI – EURO/KG

2006 2007 Differenza%

Maiale in stalla 1,28 1,16 – 10%

Salumi in negozio 12,58 12,94 3%

Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Ismea-AnNielsen relativi ai primi otto mesi

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