L'Ue non penalizzi chi ha meno emissioni di industrie e automobili

«L’Italia collaborerà attivamente e in maniera costruttiva alla definizione del pacchetto ‘clima-energia’ » – lo ha affermato il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo
al Consiglio dei ministri dell’Ambiente Ue in corso a Lussemburgo – anche se c’è la necessità di chiarire alcuni aspetti critici per il nostro Paese.

In particolare il Ministro ha messo in evidenza che «la revisione dell’attuale sistema per lo scambio delle quote di emissioni di CO2 deve porre fine alle distorsioni della concorrenza in
atto tra le imprese europee. I diritti di emissione devono essere assegnati ai settori industriali europei e alle imprese con regole trasparenti finalizzate a promuovere le tecnologie
più efficienti. Come quelle italiane che hanno un’efficienza media superiore a quella europea».

Il Ministro Prestigiacomo ha inoltre sottolineato che «i Paesi che hanno maggiori emissioni devono assumere maggiori responsabilità» e ha messo in evidenza che «per
calcolare la dimensione dell’impegno di riduzione deve essere utilizzato il criterio delle emissioni pro capite e non esclusivamente il PIL pro capite: a questo proposito voglio sottolineare
che le emissioni pro capite dell’Italia sono inferiori alla media europea».

Infine, per quanto riguarda la riduzione delle emissioni dagli autoveicoli, il ministro ha rilevato che il mercato europeo dell’auto deve essere orientato verso veicoli più efficienti e
a minori emissioni: «Non è accettabile per l’Italia la proposta di direttiva europea che, al contrario, premia le auto di maggiore cilindrata e consumo – ha detto -. In questo modo
non si tutela l’ambiente e si penalizzano le industrie europee, tra cui l’industria italiana, che produce autoveicoli efficienti e a basse emissioni».

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