L'ora legale fa risparmiare soldi ed energia?

Firenze – Sembra che non sia vero che passare dall’ora solare a quella legale faccia risparmiare energia alle utenze private e soldi allo Stato per l’impatto dell’inquinamento,
al contrario, sostengono i ricercatori californiani che per tre anni hanno valutato i dati dei contatori di oltre sette milioni di abitazioni nello Stato dell’Indiana (1).

Il cambio d’orario ha incrementato i consumi annuali tra l’1% e il 4%, per una spesa aggiuntiva di 8,6 milioni di Usd l’anno (quasi 6 milioni di euro). Rispetto ai costi che hanno inciso
sull’inquinamento, il calcolo parla di 1,6/5,3 milioni di dollari l’anno (1,1/3,6 milioni di euro). Lo Stato dell’Indiana e’ stato scelto perché, nel 2006, l’ora legale e’ stata
introdotta su tutto il territorio, mentre prima riguardava solo 15 distretti su 92. L’analisi indica che «in primavera si verifica un leggero risparmio, abbondantemente vanificato
nell’estate inoltrata e in autunno». Motivo? La necessità di accendere il riscaldamento la mattina presto e il maggior uso d’aria condizionata nei lunghi pomeriggi e nelle calde
sere d’estate.

Pur con le dovute differenze di clima tra l’Indiana e l’Italia, un periodo maggiore di accensione dell’aria condizionata e’ più che credibile pure da noi. E quindi un impatto energetico
piu’ di quanto ci si possa comunemente immaginare, non e’ catastrofismo da quattro soldi: negli anni scorsi, allarmi per picchi quasi insopportabili (e alcuni black-out programmati sono stati
messi in atto) sono stati all’ordine del giorno. Perciò crediamo che sia opportuna una attenta valutazione anche nel nostro Paese e, a chi sicuramente ci ricorderà che si tratta
anche di una convenzione in sede comunitaria, ricordiamo che proprio in quella sede ci sono eccezioni notevoli, come la Gran Bretagna, rigidamente rispettosa dell’orario di Greenwich.

(1) Neue Zuercher Zeitung:
https://www.nzz.ch/nachrichten/panorama/stromverbrauch_sommerzeit_1.683740.html

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