Lombardia: La direttiva nitrati mette a rischio la sopravvivenza delle aziende agricole della Pianura Padana

Milano: L’agricoltura come l’industria. E’ questa la richiesta, in tema di ambiente, che Mario Vigo, Presidente di Confagricoltura Milano e Lodi ha espresso
all’Assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, Luca Ferrazzi, in una lettera sul recepimento della direttiva europea sui nitrati. La richiesta di Vigo è
semplice e parte da un presupposto: “Se il nostro Paese ha recentemente assunto una posizione precisa in merito ai parametri di Kyoto nel settore industriale, ciò potrebbe
essere ripetuto in modo altrettanto deciso anche per il settore agricolo”.

 Per raggiungere l’obiettivo Vigo indica un preciso percorso: innanzitutto la “proroga del termine del 29 dicembre per la presentazione delle domande sui Pua; una forte
azione verso Bruxelles per modificare la direttiva europea ed un approfondito lavoro con il Ministero per la definizione dei parametri tecnici che determinano, ad esempio, il carico di
azoto, le volumetrie degli effluenti, i fabbisogni delle colture, i limiti di concimazione”.

Le considerazioni espresse, scrive Vigo “ sono state valutate dalla struttura di Confagricoltura Milano e Lodi per verificare l’effettivo impatto che le norme stanno
determinando sulle aziende, in particolare su quelle zootecniche. Le considerazioni che vogliamo evidenziare non sono quindi frutto di una contrarietà preconcetta alla Direttiva,
ma la risultanza di un riscontro effettuato “sul campo ed in itinere”. Puntualizzo soltanto una questione, molto importante – continua la missiva – che è la
sostanziale inapplicabilità operativa della Direttiva nitrati, i cui dettami sono troppo rigidi e limitanti per la nostra regione, con la conseguenza che praticamente tutte le
aziende si troveranno in una situazione di “non conformità”. D’altra parte, per rientrare nei parametri sarebbero necessari investimenti e modifiche
dell’impresa non sopportabili – conclude Vigo – né economicamente né finanziariamente”.

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