Libro Verde sulla mobilità urbana

Bologna – Traffico scorrevole, città più pulite, mobilità intelligente, trasporto urbano accessibile e sicuro. Per tutti gli abitanti delle città
europee. Sono alcune delle sfide poste dal Libro Verde «Verso una nuova cultura della mobilità urbana» recentemente pubblicato dalla Commissione europea.

Il documento contiene varie ipotesi di soluzione – attualmente in fase di consultazione – per i diversi ambiti d’azione; se ne discuterà domani, giovedì 28 febbraio a Roma, a
partire dalle 9.30, nella Sala delle conferenze in piazza Montecitorio, all’interno del seminario organizzato da Anci, Asstra e Federmobilità dal titolo «Quali prospettive per la
mobilità urbana nel Libro Verde europeo e nelle normative nazionali». Alla tavola rotonda interverrà Alfredo Peri, assessore alla Mobilità e Trasporti della Regione
Emilia-Romagna e presidente di Federmobilità.

«Il nostro Paese non può che misurarsi seriamente con queste sfide – è il commento di Peri – . Negli ultimi tempi sono arrivati segnali positivi, sia dal livello governativo
che dai livelli amministrativi: la legge Finanziaria 2008, per esempio, ha parzialmente innovato il sistema di finanziamento del trasporto pubblico locale, cuore del sistema della
mobilità delle persone nei contesti urbani. Al tempo stesso, esperienze e progetti innovativi per un’organizzazione più sostenibile del trasporto urbano si stanno sperimentando o
consolidando in numerose città e aree territoriali».

E sul Libro Verde si è lavorato anche a Barcellona in occasione della due giorni, che si è appena conclusa, di Polis, la rete di città e regioni europee che agiscono
insieme per sviluppare tecnologie e politiche per il trasporto locale, di cui Peri presiede il comitato politico. «L’incontro di Barcellona è stato molto proficuo – sottolinea Peri
– . Ora, la fase di consultazione relativa alle ipotesi di soluzione del Libro Verde si concluderà il 15 marzo. Dopodiché la Commissione europea si è impegnata a presentare
un piano d’azione europeo per l’autunno 2008. Indubbiamente – conclude l’assessore – i terreni su cui si giocano le sfide sono due: un cambiamento di mentalità delle amministrazioni, e
degli stessi cittadini, e la disponibilità di fondi per creare un piano d’azione nazionale che affianchi il piano d’azione europeo».

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