Legge trasporto aereo, Formigoni: «ricorso Governo infondato»

Milano – La decisione del Consiglio dei Ministri di impugnare alcune parti della legge regionale sul sistema aeroportuale è «sorprendente, immotivata e infondata dal punto
di vista del diritto», il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, in una conferenza stampa tenuta insieme all’assessore alle Infrastrutture e Mobilità, Raffaele
Cattaneo, ha espresso la convinzione che il provvedimento del Governo sia stato dettato solo «dalla volontà di ostacolare e bloccare l’azione di Regione Lombardia che, in anticipo
rispetto alle altre Regioni, ha deciso di assumersi i compiti che le sono affidati dalla Costituzione».

«In questo momento particolare – ha aggiunto il presidente – mentre è in corso la vendita di Alitalia, il Governo non fa che dimostrare ancora una volta le sue intenzioni ostili
nei confronti della Regione e dei suoi interventi a difesa degli aeroporti lombardi».

LA LEGGE REGIONALE – «La legge regionale – ha spiegato Formigoni – interviene, come riconosce lo stesso Ministro Lanzillotta, in una materia concorrente, secondo quanto prevede il
Titolo V, e quindi certamente aperta all’intervento legislativo regionale».
In tale materia, peraltro, la normativa statale è pressoché tutta anteriore alla riforma del Titolo V, come prova il fatto che non si trova in essa alcun ruolo di qualche rilievo
per le Regioni e che la stessa è in alcuni casi di natura puramente provvedimentale (come ad esempio i Decreti Ministeriali su Assoclearance e slot).
L’intervento regionale, da un certo punto di vista pioneristico, ha dunque inteso ricavare all’interno della normativa europea e nazionale esistente alcuni spazi per la Regione in relazione al
proprio sistema aeroportuale, in modo da introdurre la considerazione degli interessi regionali, finora del tutto trascurati. Peraltro la normativa comunitaria, lungi dall’escludere le Regioni,
ne incoraggia invece l’immissione nei processi decisionali da parte degli Stati.
Il fatto che la legge regionale incida su «esigenze di carattere unitario», da riservare inderogabilmente alla sfera statale, non è dimostrato dalla normativa vigente, che,
essendo anteriore al nuovo Titolo V, non opera tale qualificazione, richiesta dopo la riforma costituzionale affinché le competenze amministrative, anche nelle materie concorrenti, siano
mantenute in capo allo Stato.
«Attendiamo di conoscere nel merito le singole censure governative – ha aggiunto Cattaneo – ma fin d’ora è bene precisare che, quanto agli slot, la legge regionale non si appropria
della competenza a stabilire i criteri per la loro assegnazione, ma si limita a stabilire un semplice concorso della Regione nella loro definizione».
«Anche in merito alle concessioni aeroportuali – ha chiarito Cattaneo – non vi è una appropriazione della relativa competenza da parte della Regione, ma solo un limitato intervento
nel procedimento concessorio finalizzato a introdurre la considerazione degli interessi regionali».

IL TAVOLO MILANO – Rispondendo ad alcune domande sulla vendita di Alitalia, Formigoni ha sottolineato che «al Tavolo Milano convocato per martedì, la Regione
esprimerà la volontà comune delle istituzioni e della società lombarda di difendere il diritto di volare, che nella nostra epoca è un vero e proprio diritto di
cittadinanza. Al governo chiediamo inoltre trasparenza sulla scelte».
Sulla presa di posizione dei sindacati lombardi (CGIL, CISL e UIL) che hanno chiesto oggi l’apertura di un tavolo permanente, il presidente ha spiegato che «da un lato è già
attivo il Tavolo regionale di confronto» e dall’altro, dopo la riunione di martedì, verranno prese «ulteriori decisioni per azioni comuni e condivise» su un tema che ha
già visto la convergenza fortissima di tutto il sistema lombardo.
Quanto al documento presentato oggi dal Partito democratico, Formigoni e Cattaneo, mentre hanno dichiarato di condividerne l’impianto fondamentale, hanno fatto notare come alcuni temi sollevati
(liberalizzazione dei voli, concorrenza di più compagnie su uno stesso scalo) riguardino il futuro e non la situazione di oggi, che va affrontata con strumenti e iniziative
immediatamente attuabili.

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