Legambiente su intercettazioni: «Necessaria deroga per traffico rifiuti»

«Se è vero che il Governo è impegnato nella lotta alle ecomafie e al traffico illecito dei rifiuti è indispensabile che inserisca subito nel ddl sulle intercettazioni
una deroga per questo genere di reati, per i quali non sono previste pene superiori ai 10 anni e, pertanto, non potrebbero far parte dei cosiddetti delitti ascoltabili».

Così Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente interviene sul ddl sulle intercettazioni telefoniche e ambientali che domani verrà discusso dal consiglio dei
ministri.
Con l’applicazione dell’articolo 260 del Codice dell’Ambiente, che introduce il delitto di organizzazione di traffico illecito di rifiuti, sono 103 le indagini condotte fino al 4 giugno 2008.
Secondo il rapporto Ecomafia 2008 di Legambiente l’azione di contrasto sviluppata grazie all’introduzione di questo reato è stata davvero impressionante: dal gennaio 2002 al marzo 2008
sono state 600 le ordinanze di custodia cautelare emesse, 2.196 le persone denunciate, 520 le aziende coinvolte.

«La lotta alle ecomafie in questi anni – ha aggiunto Cogliati Dezza – è stata fatta anche grazie al ricorso delle intercettazioni telefoniche, che hanno consentito di smantellare
vere e proprie organizzazioni criminali che dal nord al sud del Paese hanno trafficato illegalmente milioni di tonnellate di rifiuti. Sarebbe, pertanto, un errore gravissimo fare un passo
indietro negando uno strumento quale le intercettazioni. Un errore ancora meno comprensibile dopo le dichiarazioni del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha denunciato a chiara
voce come dietro il traffico illecito di rifiuti ci sia l’evidente presenza della camorra».

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