Legambiente: Solvay di Rosignano, addio al mercurio

By Redazione

Roma – “La riconversione alla tecnologia a membrana dell’impianto Solvay è una bella notizia non solo per Legambiente, che dalla fine degli anni ’80 si batte per un’industria
chimica che non utilizzi più il mercurio, ma anche perché rappresenta un ulteriore passo avanti per il nostro Paese verso un sistema industriale più ecosostenibile e
competitivo”. Con queste parole Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente, commenta l’inaugurazione del nuovo impianto cloro soda di Rosignano Marittimo (Li) che riapre oggi con
la nuova tecnologia a membrana in sostituzione del vecchio sistema a celle di mercurio, rendendo il processo produttivo di gran lunga meno inquinante e più efficiente dal punto di vista
energetico.

Un obiettivo importante per “Stop al mercurio”, la versione italiana a cura di Legambiente della campagna Zero mercury coordinata dall’Eeb – European Environmental Bureau -, il network delle
associazioni ambientaliste europee, che sta monitorando l’iter di riconversione degli impianti chimici italiani e in Europa. Ad oggi degli 8 impianti cloro-soda attivi in Italia solo due,
quelli Ineos – ex Syndial – di Assemini (Ca) e Solvay di Rosignano (Li), sono stati riconvertiti alla tecnologia a membrana. L’Altair Chimica a Volterra (Pi) lo farà entro marzo 2008,
mentre gli altri 5 (Syndial di Porto Marghera, Solvay Solexis di Bussi sul Tirino (Pe), Caffaro di Torviscosa (Ud), Tessenderlo di Pieve Vergante (Vco), fino al piccolo impianto di Picinisco in
provincia di Frosinone) utilizzano ancora nel loro ciclo produttivo le celle al mercurio.
L’apporto degli impianti cloro-soda all’inquinamento ambientale da mercurio è evidente: nell’Europa dei 25 gli impianti per la produzione di chimica inorganica, e tra questi gli impianti
cloro-soda, hanno emesso quasi 4,8 tonnellate di mercurio in aria (pari a circa il 15% del totale europeo) e 1,6 tonnellate in acqua (30% del totale). Nel 2005 gli impianti italiani che
utilizzavano le celle a mercurio hanno contribuito per il 17% delle emissioni totali nazionali in atmosfera e per il 10% del totale scaricato in acqua.
“Nonostante i rilevanti impatti ambientali di questi impianti siano noti da anni – ha dichiarato Stefano Ciafani, responsabile scientifico nazionale di Legambiente – le altre riconversioni
procedono a rilento. Per velocizzare le procedure è fondamentale che i ministri dell’Ambiente, dello Sviluppo economico e della Salute e la Conferenza unificata concludano l’iter di
approvazione delle Linee guida sulle migliori tecnologie per gli impianti cloro-soda, elaborate dal gruppo tecnico ristretto sugli impianti di trasformazione chimica”.
Solo dopo questa approvazione definitiva infatti si potranno rilasciare le nuove “Autorizzazioni integrate ambientali”, che secondo quanto previsto dalla Direttiva Ippc sul controllo e sulla
prevenzione integrata dell’inquinamento dovrebbero essere concesse entro il 31 ottobre 2007, e si stabilirà la data ultima per la dismissione delle celle al mercurio in ciascun impianto,
che Legambiente si augura possa avvenire entro il 2010.

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