Legambiente: «rottamazione, provvedimento buono per metà»

«È un provvedimento buono per metà, se infatti è ottima la norma che prevede la rottamazione dei vecchi elettrodomestici per l’acquisto di quelli di classe A, resta
qualche perplessità su quella delle auto» così Legambiente accoglie il via libera dato dal Consiglio dei Ministri al cosiddetto DL milleproroghe che prevede la rottamazione
di auto, anche Euro 2, e dei vecchi elettrodomestici.

«Per quanto riguarda le auto è importante sottolineare gli elementi di novità di questa rottamazione senza ricambio, – si legge nella nota dell’associazione ambientalista –
e cioè prevedendo un bonus per chi rottama il proprio mezzo senza sostituirlo e aderisce al servizio di car-sharing. In realtà avrebbe avuto ragione Bersani a sostenere che questa
rottamazione rafforza gli obiettivi ambientali se il provvedimento si fosse fermato qui senza invece prevedere 700 Euro per l’acquisto di una nuova vettura».

Rottamare anche gli Euro 2 vuol dire, infatti, buttare una vettura che potrebbe essere stata comprata 5 anni fa. In questo caso mentre il beneficio ambientale sarebbe tutto da dimostrare,
è certo il guadagno delle case automobilistiche. La rottamazione delle auto ha, sulla qualità ambientale, effetti assai ridotti. Lo dimostrano i dati annuali sull’inquinamento
atmosferico nelle città italiane che, nel corso degli ultimi anni, hanno avuto un andamento analogo sia laddove c’è stato un massiccio ricambio del parco automobilistico sia dove
questo invece non è avvenuto.
Se a livello globale è vero che un auto nuova ha minori emissioni di una vecchia è altrettanto vero che a livello locale sulle continue emergenze smog che si registrano in molti
centri urbani italiani l’effetto è stato trascurabile o addirittura nullo: in principio i provvedimenti di incentivazione al ricambio auto hanno dato risultati positivi solo per certi
inquinanti: gli ossidi di azoto e il monossido di carbonio in particolare. Oggi invece per le polveri sottili non ci sono conseguenze apprezzabili. Il vero problema dell’Italia – come
dimostrano i dati internazionali – è il numero dei mezzi privati in circolazione per abitante: terzo Paese dopo gli Usa e il Lussemburgo con 60 auto ogni 100 abitanti. È dunque la
densità automobilistica quella che va ridotta. Un obiettivo che viene ancor prima della qualità delle motorizzazione in circolazione.

Decisamente più utile, sia dal punto di vista ambientale che economico, è la rottamazione dei vecchi elettrodomestici. Grazie a questa norma, infatti, verrà evitata la
svendita dei modelli più inquinanti a danno di quelli di classe A contribuendo così a un vero risparmio energetico.

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