Lavoro, Fragai: «la Regione Toscana aiuterà i giovani professionisti»

Firenze, 5 Ottobre 2007 – «Gli aiuti per i giovani che vogliono aprire un bar, un’impresa agricola o una bottega artigiana già esistono, quello che vogliamo garantire fin
dal prossimo anno è un aiuto economico anche ai giovani professionisti che si apprestano ad aprire uno studio, magari uno studio associato, ed un prestito d’onore a chi invece sta
svolgendo il tirocinio», spesso poco o mal pagato.

L’assessore alle riforme istituzionali Agostino Fragai spiega in un’affollata sala del ‘My Hotels Galilei’ di Pisa le intenzioni della Regione: prestiti d’onore fino a 15 mila euro per i
praticanti, senza interessi e restituibili in quattro anni, e contribuiti fino a 10 mila euro, sempre rivolti ai giovani, per sostenere l’avvio di studi professionali o renderne più
competitiva l’attività, a vantaggio anche degli utenti. Una mano tesa verso tutti i professionisti, ‘vecchi’ e ‘nuovi’, quelli inquadrati nei 28 ordini nazionali e quelli riuniti in
associazioni.

L’assessore parla davanti ad una platea attenta di oltre cinquecento ragionieri e commercialisti, da stamani a Pisa per il quarto convegno nazionale sulle professioni organizzato dal sindacato
unico della categoria. Di fianco a lui, sul palco, siedono l’onorevole Giuseppe Chicchi, uno dei relatori della riforma delle professioni che il Parlamento sta discutendo e che mercoledì
prossimo licenzierà il documento preliminare, il senatore Centaro, il presidente di Conprofessioni Gaetano Stella e il presidente del sindacato nazionale ragionieri e commercialisti Ezio
Marta Reggiani. E se le domande più frequenti sono ‘chi può far che cosa’ e cosa ci sarà scritto dentro la riforma, cosa ne sarà degli Ordini e quale ruolo avranno
le associazioni – ma anche cosa potranno fare le Regioni, visto che di materia concorrente si tratta – i giovani e i giovani professionisti sono l’altro argomento che più ricorre nel
corso della tavola rotonda di oltre due ore.

«Aiutare i giovani professionisti nell’avvio di una nuova attività – spiega l’assessore Fragai – vuol dire anche favorire la mobilità sociale. Per il figlio di un
professionista tutto è più semplice, per il figlio di un operaio non può esserlo altrettanto. Sostenere le professioni nel loro sviluppo è inoltre un passo
obbligato, se vogliamo davvero modernizzare questo paese e far si che riprenda a camminare. Quella delle professioni è un’attività utile alla società e
all’economia».
Il Parlamento sta pensando alla defiscalizzazione dei guadagni dei primi tre anni per i giovani professionisti con meno di 35 anni. Nella legge quadro dovrebbe esserci garanzie maggiori anche
sui tirocini. L’onorevole Chicchi è ottimista sul voto finale. La Regione Toscana pensa invece di utilizzare i fondi europei per sostenere i giovani professionisti. «Pensiamo di
poter partire fin dall’inizio del prossimo anno» assicura Fragai. Si tratterà di sostegni a studi associati, contributi sulle spese per l’acquisto di beni strumentali innovativi e
nuove tecnologie, spese per la sicurezza dei locali o per abbonamenti a periodici specializzati e banche dati. E sempre dal prossimo anno, ma solo entro giugno, potrebbe essere licenziata dal
Consiglio regionale la nuova legge toscana sulle professioni. «Una legge molto cauta – mette le mani avanti Fragai, ricordando come la precedente norma regionale del 2004 sia stata
affossata dalla Corte costituzionale che l’ha considerata troppo invasiva – ma non per questo priva di risvolti concreti». La giunta dovrebbe approvare la sua proposta entro il prossimo
mese.

Walter Fortini

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