Latte: è boom ai distributori alla spina della Lucchesia

Dalla mucca al?bicchiere, è boom in lucchesia per i distributori di latte crudo automatici installati tra Castelnuovo Garfagnana, Gallicano e
Lammari, nel Comune di Capannori, oltre 5 mila litri di latte alla spina (vedi tabella sotto) consumati ogni settimana dai cittadini lucchesi.

Il più «gettonato» è quello di Lammari, l’ultimo in ordine cronologico installato a febbraio nel parcheggio della scuola elementare, il primo della Piana, fornito
quotidianamente dall’azienda di allevamento di Stefano Baisi (nella foto), che vende tra i 500 e i 550 litri di latte appena munto al giorno toccando i 600 litri tra il sabato
e la domenica. Qualche litro in meno a Castelnuovo, alla milk slot machine di Piazzale Rossi dove i litri sono tra i 120 e 150 per salire fino a 200 tra sabato e domenica, e a
Gallicano, nel piazzale antistante al Centro Leclerc, con punte che toccano i 170 litri durante i giorni normali per arrivare sino a 300 nei giorni festivi. Entrambi sono riforniti alternamente
da Graziano Tardelli di Molazzana, Vittorio Rocchiccioli di Castelnuovo di Garfagnana e dall’Antica fattoria del Cesaron di Ivonne Pellegrini
di Camporgiano che si dicono «molto soddisfatti» di questi strumenti moderni applicati ad uno dei mestieri più antichi del mondo, forse fino a qualche tempo fa, un po’
dimenticato. Non ci sono più donnine con motorini con attaccati contenitori di latte appena «spremuto» dalla mucche a portarlo di casa in casa ma l’importante era
«ridare valore all’allavemento e al suo prodotto di riferimento».

L’altro punto a favore è il prezzo. Nonostante i rincari abbiano toccato dal pane ai generi di largo consumo, ai distributori di latte il cartellino è rimasto lo
stesso: 1 euro al litro contro l’euro e 20 centesimi (ma anche 1,60 euro) della grande distribuzione per un litro di latte di alta qualità.

«I distributori del latte – spiega Graziano Tardelli, allevatore di Molazzana e Presidente dell’Apa Provincia – hanno creato tutta una serie di effetti collaterali per il
nostro settore. Il primo su tutti è la riscoperta dell’allevamento. I distributori ci hanno dato un’opportunità importante reinserendo, nella società, la cultura del latte
crudo che se prima era confinata ad una fascia di nicchia ora è diventata di largo consumo. I genitori lo hanno fatto scoprire ai figli, e sono tantissime le mamme che lo preferiscono a
quello in busta della grande distribuzione. L’altro effetto è sociale: in attesa di riempire il proprio contenitore si parla, si scambiano pareri, si conoscono persone nuove».

Ma mentre, proprio a Lucca, si lavora per incentivare l’utilizzo di latte crudo, in sede di Comunità Europea, i Ministri dell’agricoltura degli stati membri, hanno approvato, con voto
favorevole dell’Italia, un provvedimento che non considera i diversi gradi di autosufficienza dei singoli Paesi. Al contrario, viene data la possibilità ai Paesi già eccedentari,
come l’Olanda e l’Irlanda, di aumentare la loro produzione e quindi la possibilità di aumentare le loro esportazioni nel nostro Paese. «Questo significa – spiega Lelio
Alessandri
, Vice Direttore di Coldiretti – che Paesi come l’Olanda che hanno quote per produrre quasi tre volte il proprio fabbisogno interno hanno avuto lo stesso aumento percentuale
dell’Italia dove quasi la metà del latte consumato è importato dall’estero. Anche se è inutile sottolineare che qualsiasi eventuale aumento non potrà comunque che
essere assegnato esclusivamente ai produttori in regola con la legge nazionale e comunitaria, resta il rammarico per la debolezza negoziale dimostrata anche in questa occasione dall’Italia. Di
fronte a costi di allevamento crescenti ci auguriamo che l’aumento delle quote latte non sia un alibi offerto agli industriali per ridurre il prezzo alla stalla agli allevatori mentre continua
a crescere quello pagato dai consumatori».

Tornando al prezzo è rimasto invariato grazie al «meccanismo» della filiera corta di cui i distributori automatici sono l’esempio più eclatante: «Con i
distributori – spiega ancora Alessandri – si possono mantenere i prezzi invariati. Non dovendo subire i costi di intermediazione, visto che il latte passa dalla mucca al
distributore senza altri passaggi, che gravano molto sul prezzo finale. Ora l’obiettivo nostro e delleIstituazioni locali è quello di portare il latte, e successivamente, anche snack a
base di frutta e prodotti tipici, nelle scuole». E’ questa, infatti, la prossima sfida. «Ci sono già progetti in Garfagnana per aprire al latte crudo nelle scuole. Da tempo
cerchiamo di far capire che si deve iniziare nelle scuole a creare una cultura del consumo consapevole e a basso impatto ambientale. Non dimentichiamo che illatte crudo dei distributori
è anche a km zero. I prodotti e le imprese, come gli allevatori non mancano, bisogna solo trovare tutti insieme la direttiva da seguire. E quella della filiera corta è la
più valida delle alternative».

I consumi

Distributore

Luogo

Giornaliero

Sabato e Domenica

Tot settimana *

Castelnuovo Garfagnana

Piazzale Rossi

120/150 l

170/200 l

1100 litri

Gallicano

Piazzale Leclerc

150/170 l

300 l

1100 litri

Lammari

Scuola Elementare

500/550 l

600 l

3250 litri

810 **

1100

5450


* Il dato è stato ottenuto con il calcolo medio dei consumi tra giornaliero, e sabato e domenica
** Il dato è stato ottenuto facendo la media delle varie voci di colonna

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