Latte, Coldiretti: diffondere su internet i dati di chi importa polveri, caseine e cagliate
25 Giugno 2009
Rendere disponibile al pubblico su sito Internet i dati riguardanti le importazioni di latte e derivati lattiero caseari (soprattutto in riferimento a polveri di latte,concentrato proteico,
caseine e cagliate) e rendere note le ditte di destinazione dei prodotti importati.
E’ quanto ha chiesto la Coldiretti all`incontro al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali tra tutta la filiera del settore lattiero-caseario e il ministro Luca Zaia, nel
sottolineare l’esigenza di rafforzare i controlli sulle importazioni dall’estero.
Si stima – ha sottolineato la Coldiretti – che, senza alcuna indicazione in etichetta, tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro sono stranieri mentre la metà delle
mozzarelle in vendita sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere.
La speculazione sui prezzi si combatte con la trasparenza dell’informazione e per questo – ha precisato Coldiretti – è necessario estendere l’obbligo di indicare in etichetta la
provenienza del latte a lunga conservazione (UHT).
Da parte della Coldiretti sono state individuate misure d’intervento per la filiera del latte e dei prodotti lattiero- caseari per il breve ed il lungo periodo.
Nell’immediato, occorre attivare tutti i meccanismi previsti dell’organizzazione di mercato del latte per i formaggi duri italiani (Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Fiore sardo, Pecorino,
Provolone ecc.). Interventi per il contenimento dei costi e l’accesso al credito, ma anche controlli sulle importazioni di prodotti lattiero caseari e soprattutto pubblicità su internet
delle ditte di destinazione delle importazioni di polvere di latte e cagliate dall’estero sono alcune delle misure che la Coldiretti chiede di attivare immediatamente.
In Italia – ricorda la Coldiretti – nell’ultimo anno sono arrivati 86 milioni di quintali di latte equivalente tra polveri, cagliate, formaggi, cisterne di latte liquido o confezionato.
Per garantire la veridicità del prodotto caseario, la Coldiretti chiede anche la mappatura mediante l’utilizzo di isotopi estesa a tutto il territorio nazionale mentre sul piano
commerciale è necessario intervenire con norme per agevolare le imprese agricole all’accesso nella distribuzione tradizionale e organizzata, e alla partecipazione a bandi e gare
d’appalto per favorire il consumo nelle mense pubbliche di latte e derivati.
Facilitare lo sviluppo delle filiere corte dei prodotti lattiero caseari, mediante la vendita diretta presso i Farmer Market, distributori automatici e altro può peraltro assicurare
nuovi sbocchi di mercato piu’ remunerativi per gli allevatori, mentre – conclude la Coldiretti -. sul piano organizzativo occorre una ridefinizione dei ruoli e delle regole dell’attività
dei consorzi di tutela dei formaggi italiani. Sul piano della contrattazione, la Coldiretti sostiene la proposta per l’identificazione e definizione degli indici di riferimento nella
definizione con l’industria italiana di un prezzo di base del latte alla stalla con riguardo alle caratteristiche e ai prezzi dei prodotti caseari italiani, nonché dei costi di
produzione sostenuti dalle imprese di allevamento.





