Latina, presentate le opportunità del nuovo Por 2007-2013

Latina, 10 Dicembre 2007 – Proseguono gli incontri avviati dall’assessorato regionale all’Istruzione, diritto allo studio e formazione della per presentare il nuovo Programma operativo
regionale ‘Competitività e Occupazione’ 2007-2013; dopo gli appuntamenti di Frosinone, Viterbo e Rieti, è stata la volta di Latina, mentre oggi è a Roma per ospitare la
conclusione del ciclo di incontri.

Organizzato dall’asessorato regionale Istruzione, in collaborazione con la provincia di Latina e con il supporto tecnico di Sviluppo Lazio, l’incontro si è svolto presso la sede
dell’amministrazione provinciale, alla presenza delle autorità istituzionali regionali e provinciali, tra le quali il presidente della Provincia di Latina Armando Cusani, con l’obiettivo
di far conoscere le opportunità che offre al territorio pontino il nuovo Por, approvato il 22 novembre scorso dalla Commissione europea e cofinanziato dal Fondo sociale europeo.

Sono cinque le priorità strategiche del Por: il sostegno dell’adattabilità dei lavoratori attraverso l’apprendimento permanente, la promozione dello sviluppo occupazionale, in
particolare delle donne, dei giovani e dei lavoratori ultracinquantenni, l’inclusione sociale di soggetti svantaggiati e immigrati, l’accrescimento delle competenze per favorire la crescita, la
competitività e la capacità di innovazione del sistema economico e, inoltre, lo sviluppo delle reti interregionali nazionali e transnazionali per la crescita del sistema di
istruzione, formazione e lavoro.

“In provincia di Latina – ha sottolineato l’assessore Silvia Costa – è importante dare una risposta qualificata alla domanda di professionalità che proviene dalle imprese,
soprattutto da quelle del Terziario, dei settori chimico-farmaceutico, agroalimentare e, in forte sviluppo, della nautica. Queste aziende, anche grandi, in molti casi richiedono esperienza,
oltre che profili professionali idonei. I Poli formativi messi a punto dalla regione, tra cui quello della Nautica, di recente avviato, potranno rispondere a queste esigenze, insieme
all’entrata a regime dell’apprendistato professionalizzante e in alta formazione. Attraverso il Fse – ha concluso – si potranno privilegiare le azioni dirette a formare ed a sostenere le fasce
sociali più deboli – donne, over 50, giovani, immigrati – in merito ai quali permane un tasso di disoccupazione ancora alto (9,4%, il più alto a livello regionale), sebbene in
diminuzione rispetto agli anni precedenti”.

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