L'Antitrust dice no alla soglia massima per i ricavi dei notai

“La norma definita dal Consiglio Nazionale del Notariato, che individua una soglia massima ai ricavi dei notai, se effettivamente adottata, potrebbe costituire un’intesa restrittiva della
concorrenza, non proporzionata né giustificata dal perseguimento di un interesse generale quale la tutela della qualità delle prestazioni notarili”
Questo il testo della segnalazione inviata dall’Antitrust al ministro della giustizia ed al Consiglio Nazionale del Notariato e riferita ad una norma che potrebbe essere inserita nel codice
deontologico dei professionisti e che individuerebbe una soglia massima degli onorari notarili fissata per ciascun distretto sulla base del parametro del doppio della media repertoriale
distrettuale dell’anno precedente.
Sui notai che superano la soglia, inoltre, sarebbero avviate procedure ispettive e di controllo, effettuate anche da notai concorrenti nello stesso distretto. Secondo l’Antitrust, questo
meccanismo potrebbe generare una ripartizione dei servizi tra notai della stessa area ed i controlli effettuati dai concorrenti permetterebbero loro di accedere ad elementi economici
dettagliati di estrema sensibilità sotto il profilo concorrenziale, quali i dati relativi alla clientela, ai prezzi ed agli onorari praticati in concreto.
In considerazione di tali elementi, l’Autority ha evidenziato che le indagini ispettive dovrebbero essere effettuate da terzi e solo nei confronti dei notai oggetto di contestazioni da parte
dei clienti.
L’Antitrust ha anche riportato i dati dell’indagine condotta dal Centre of European Law and Politics (ZERP) at Bremen University che sottolineano che, all’aumentare delle restrizioni,
corrisponde un innalzamento dei prezzi dei servizi notarili per il trasferimento delle proprietà immobiliari e non un incremento della qualità dei servizi offerti.

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