L’anidride carbonica “prodotta” per i paesi ricchi, proviene da lontano
15 Marzo 2010
Produrre beni di consumo genera CO2. Ma mentre si conosce il volume del traffico internazionale delle merci, ci si è sempre curati poco delle emissioni derivate dai
prodotti commercializzati.
Steven Davis e Ken Caldeira dell’istituzione Carneige di Washington hanno incrociato i dati della distribuzione in 113 Paesi e di 57 settori industriali (con dati completi fino al 2004)
e ora pubblicano i risultati sulla rivista Proceedings dell’Accademia Nazionale delle Scienze.
Il succo della loro ricerca è che i Paesi ricchi “esteriorizzano” più di un terzo dei CO2 generati da beni e servizi consumati dai loro cittadini. I dati di vari Stati dell’Europa
occidentale dicono che ogni cittadino consuma in media beni che generano fino a 4 tonnellate di CO2 in un altro luogo del mondo (soprattutto in Cina).
Negli Usa il bilancio delle emissioni pro capite fuori dalle frontiere è di 2,5 tonnellate, essendo gli Usa un grande Paese importatore, ma anche grande esportatore di beni
legati all’inquinamento. I due autori della ricerca ricordano che se nel decennio degli anni ’90 le emissioni globali crescevano dell’1% l’anno, tra il 2000 e il 2008 il ritmo di crescita
annuale è stato del 3,5%, e che solo ora si sta riducendo a causa della crisi economica.
Aduc.it
Redazione Newsfood.com+WebTV




