Lago di Varese: sempre più vivibile e sempre più protetto

Varese, 13 Dicembre 2007 – «L’obiettivo di questa amministrazione è sempre stato quello di preservare e al contempo rendere vivibile il Lago di Varese», il Presidente
della Provincia Marco Reguzzoni, con l’adozione del Piano di gestione della Zona di Protezione Speciale (Zps) durante il Consiglio Provinciale, ha voluto ribadire l’impegno dell’esecutivo nella
valorizzazione del patrimonio naturale lacustre.

Villa Recalcati compie così un importante passo avanti nell’ambito della tutela e della valorizzazione del territorio e, in questo particolare caso, delle acque del Lago di Varese.
L’aver individuato, su mandato europeo e regionale, una doppia area protetta per gli habitat naturali autoctoni e per le specie di uccelli, dimostra l’attenzione dell’amministrazione
provinciale nei confronti della salvaguardia e della valorizzazione del patrimonio ambientale. «In questi anni – è intervenuto Reguzzoni – abbiamo dimostrato con la politica dei
fatti quanto teniamo al recupero del nostro lago. L’abbiamo fatto con interventi concreti e con la duplice finalità di preservare l’ambiente naturale, ma anche rendere vivibile questa
porzione di territorio. Per questo abbiamo costruito una pista ciclabile, ma siamo contrari all’utilizzo di imbarcazioni con motori potenti».
E’ passato con il voto unanime di tutto il Consiglio Provinciale l’adozione del Piano di Gestione della Zona di Protezione Speciale: «Se siamo riusciti a ottenere questo risultato – ha
dichiarato in Consiglio l’assessore all’Agricoltura Bruno Specchiarelli – lo dobbiamo all’importante lavoro svolto dall’assessore Francesco Pintus. Lo studio del Piano è passato nelle
commissioni competenti ed è stato sottoposto anche ai sindaci dei Comuni interessati». Un lavoro che ha preso il via ormai da qualche anno: «Questo non è certamente il
primo passaggio lungo la strada del recupero del nostro bellissimo lago – ha spiegato Francesco Pintus – Dopo una serie di interventi portati avanti dalla Provincia di Varese e mirati proprio
alla salvaguardia dell’ambiente lacustre e delle sue sponde, oggi abbiamo uno strumento in più per proteggere questa porzione di territorio».

Il Piano di gestione della Zona Protezione Speciale, che contempla anche un Sito di Importanza Comunitaria (Sic), verrà ora trasmesso alla Regione Lombardia che dovrà esprimere il
proprio parere in merito alla verifica dei contenuti del Piano con le esigenze di coerenza globale della rete europea Natura 2000. Attraverso l’individuazione di zone maggiormente significative
dal punto di vista faunistico e della vegetazione, sono state individuate tre fasce con un differente grado di tutela. Su tutto il lago saranno vietati la circolazione di barche a motore con
potenza superiore ai 5 Kw, l’attività di sci nautico e le manifestazioni aree a una quota inferiore ai 50 metri. Nella zona di maggior pregio non si potranno realizzare nuovi
appostamenti fissi di caccia e nuovi moli, fatta eccezione per il porto di Capolago. Questo attracco verrà infatti recuperato ma non potrà avere più di 10 posti barca a
remi e anche il percorso di accesso non dovrà subire ampliamenti. Nelle zone di pregio intermedio sarà invece possibile realizzare nuovi moli, ma con posti barca non superiori a
dieci unità, senza dragare il fondo e utilizzando tecniche di ingegneria naturalistica. In entrambe le zone saranno anche vietati gli spettacoli pirotecnici e l’uso di modellini a
motore.

La Provincia di Varese poi, in collaborazione con Legambiente, Lipu e Ciclocittà, sta lavorando alla creazione di un percorso didattico lungo la pista ciclabile. L’obiettivo è
quello di spiegare attraverso una serie di punti informativi cosa sono una Zona Protezione Speciale e un Sito di Importanza Comunitaria. Verrà quindi posizionata in posizioni strategiche
una segnaletica studiata ad hoc, che darà informazioni sui punti di maggior pregio faunistico e della vegetazione.

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