La zona senza controlli alle frontiere interne si estende ad Est

Il 21 dicembre 2007 nove nuovi paesi hanno aderito all’area Schengen, si tratta di: Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria; ciò
significa che verranno aboliti i controlli alle frontiere per le persone che si spostano via terra o via mare fra questi e gli altri paesi Schengen, mentre i controlli negli aeroporti
dovrebbero terminare nel marzo 2008.

I visitatori provenienti da un paese extra UE avranno invece solo bisogno di un unico visto per viaggiare in tutti i paesi della zona Schengen.

Per celebrare l’evento, il presidente della Commissione José Manuel Barroso, il vicepresidente Franco Frattini e il primo ministro portoghese José Sócrates intendono
cogliere questa nuova opportunità di viaggiare liberamente attraversando le frontiere di alcuni paesi Schengen senza passaporto.

I nove paesi hanno compiuto enormi sforzi per poter aderire all’area Schengen e la Commissione ha verificato accuratamente il rispetto di tutti i criteri: protezione dei dati , cooperazione di
polizia , controlli esterni alle frontiere terrestri, marittime e aeree, nonché la politica in materia di visti. I nuovi membri hanno anche dovuto prendere confidenza con il sistema
informativo Schengen, che consente un accesso permanente alle ultime informazioni riguardanti persone ricercate, scomparse o espulse e beni rubati o andati perduti.

Prima di questa ultima espansione, l’area Schengen contava 13 Stati membri dell’UE, più Norvegia e Islanda. Il Regno Unito e l’Irlanda hanno scelto di non partecipare allo spazio senza
frontiere, mentre Cipro ha deciso di ritardare la sua adesione di un anno. La Romania e la Bulgaria, che sono entrate a far parte dell’UE nel 2007, devono compiere ulteriori progressi per
soddisfare i criteri di sicurezza.

L’accordo di Schengen è stato firmato il 14 giugno 1985 da Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi, che hanno in tal modo convenuto di eliminare gradualmente i controlli
alle frontiere comuni per introdurre la libera circolazione di tutte le persone, ovvero sia i propri cittadini, che quelli degli altri Stati membri dell’UE, che quelli di paesi extra UE.

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