La Russa: «ipotesi pattugliamenti in grandi città»
15 Maggio 2008
Il ministro della Difesa e reggente di An, Ignazio La Russa, durante la registrazione della trasmissione ‘Porta a porta’ che andrà in onda questa sera su RaiUno alle ore 23:25, non
esclude che si possa ricorrere alla forma del decreto legge per rivedere la legge Gozzini e alzare i minimi edittali di alcune pene nell’ambito del cosiddetto pacchetto sicurezza.
«Non tutto il pacchetto sarà per decreto, ma lo saranno le misure più urgenti e necessarie. Per il resto ci saranno uno o più disegni di legge governativi che il
Parlamento potrà trasformare subito in legge».
Tra gli altri provvedimenti «che la gente ci chiede», ha detto La Russa: misure per impedire che «chi viene arrestato non torni immediatamente fuori, eventualmente alzando i
minimi edittali, e che la certezza della pena non venga eliminata da troppi sconti: e qui – ha aggiunto – per recidivi reiterati potrebbero essere prevista una modifica della legge
Gozzini». Misure da adottare con decreto legge? Si’, «se vi è la necessità e urgenza di rimuovere l’allarme».
Il ministro della Difesa lancia poi l’ipotesi di passare dal poliziotto di quartiere alle ‘pattuglie di quartiere’, formate da un carabiniere, un poliziotto, un vigile urbano e un militare
dell’Esercito per far fronte ai problemi della sicurezza nelle città. La Russa parla di «un pattugliamento terrestre nelle ore di maggior allarme sociale, a cui l’Esercito
può contribuire con ufficiali e sottufficiali in esubero». «Partendo dalle aree metropolitane, 6-7 città – spiega ancora il ministro – dalle 18 alle 2 di notte ci
potrebbero essere 100 gruppi di 5 persone: un poliziotto, un carabiniere, un soldato, un vigile urbano. Non più un carabiniere che è uno per quartiere e quindi ce ne sono 20-30 in
una città, ma diventano 300, 400, 500 che con la loro divisa fanno opera di deterrenza, di prevenzione, fanno vedere che c’è lo Stato».





