La robotica al servizio della chirurgia

Una sala chirurgica pensata ad hoc, automatizzata con piccoli robot specializzati in base alle esigenze del chirurgo, è questo il futuro della robotica applicata alla pratica chirurgica
emerso dal primo Workshop La robotica al servizio della chirurgia tenutosi oggi, 16 maggio, nella facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dell’Università di Verona.

Un futuro ancora lontano ma che necessariamente prende le mosse dal quadro di esperienze già acquisite e sperimentate nei vari ambiti chirurgici. Nella mattinata di lavori sono state
presentate alcune significative esperienze dignostiche/interventiste dalla voce di esperti nel campo della neurochirurgia, della chirurgia maxillo-facciale, dell’urologia, dell’ortopedia e
della radiologia.

Un approccio a tutto campo per rispondere all’esigenza di un «maggiore interscambio di dati e informazioni tra chirurgo, informatico e ingegnere – come ha sottolineato Massimo Mondani,
dell’Unità operativa di neurochirurgia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria S. M. della Misericordia di Udine -, le figure coinvolte nella messa a punto di tecnologie innovative e
sempre più specializzate nel settore. Competenze indispensabili per conservare requisiti di precisione e per garantire la disponibilità di una diagnosi anatomica virtuale
più accurata».

Promosso dal laboratorio di robotica ALTAIR, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Verona, la giornata di studio è stata coordinata da Paolo Fiorini, docente di
Robotica a Verona, alle spalle quindici anni trascorsi alla NASA.

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