La Regione Emilia Romagna premia l'imprenditorialità femminile innovativa

Bologna – Centoventotto progetti di imprenditrici e professioniste, la Regione Emilia-Romagna premia le nuove imprese femminili impegnate nell’innovazione e consegna al Mambo
di Bologna il riconoscimento alle due esperienze più significative tra le 84 imprese e 44 professioniste partecipanti al concorso «Imprenditrici e professioniste per
innovare».

La cerimonia di assegnazione del premio conclude uno dei progetti del terzo Programma regionale per l’imprenditoria femminile che, in occasione della fiera internazionale sull’innovazione
Research to Business, ha focalizzato il tema dell’innovazione nell’imprenditorialità femminile.
Il concorso, organizzato nelle sezioni imprese e professioni, è stato promosso dall’assessorato regionale alle Attività Produttive, sviluppo economico e piano telematico e ha
rappresentato un modo per dare voce a tutte quelle donne, imprenditrici e lavoratrici autonome e professioniste, che hanno promosso innovazione nelle loro attività, non solo tecnologica
ma anche nell’organizzazione del lavoro, nelle politiche di marketing, nelle modalità di vendita dei prodotti e servizi, nel dedicarsi a nicchie di mercato inesplorate.

Il Premio imprese è stato consegnato dall’assessore Campagnoli a Romina Pozzi della Analytical research systems srl; società, nata nel 2002, che effettua ricerca e sviluppo,
produzione e commercializzazione di strumenti analitici e servizi per il controllo della qualità dell’ambiente e degli alimenti. Il servizio innovativo, denominato Monet (contrazione di
Monitoring Network), è destinato alla creazione di reti per il monitoraggio ambientale ed è un sistema strumentale che consente il controllo remoto e continuo della presenza di
tracce di microinquinanti organici in acqua e aria.
Il Premio professioni è stato conferito, invece, a Maria Beatrice Corvi, professionista con una laurea in Scienze Ambientali che lavora nei settori dell’analisi e gestione ambientale e
della programmazione urbanistico-territoriale. L’ambito di attività innovativo prevede, tra l’altro, la realizzazione di una metodologia analitica, realizzato in collaborazione con
l’università di Parma e con l’Enea, per le analisi e l’individuazione delle aree produttive che presentano i maggiori requisiti per la relizzazione di Apea (cioè progetti di
tutela e valorizzazione delle risorse naturali, per la gestione di rifiuti, scarichi idrici o emissioni in atmosfera).

Nove, inoltre, le menzioni speciali di cui sette per le imprese e tre per le professioniste.
«La componente femminile del mondo produttivo va valorizzata e supportata con decisione – ha sottolineato l’assessore regionale alle Attività produttive Duccio Campagnoli – anche
perché dalla partecipazione diffusa delle donne all’economia e al lavoro dipende una parte vitale dello sviluppo e della ricchezza economica e sociale. Una realtà che nella nostra
regione è molto attiva e conta ben 86.000 imprese femminili».
Per la sezione imprese si erano candidate al premio le giovani e piccole imprese (sul mercato da non più di sette anni) a prevalente partecipazione femminile – con una titolare donna o
una maggioranza rosa nella compagine societaria – o le aziende con almeno una donna come socia fondatrice e promotrice.

La sezione libere professioniste, invece, è stata rivolta a lavoratrici autonome e professioniste con partita Iva.
Al concorso hanno partecipato con prevalenza giovani imprese nate da non più di tre anni (il 73% del totale); nella sezione professioni, l’anno di avvio attività più
ricorrente è il 2005. Hanno risposto imprenditrici e professioniste di tutta la regione: Bologna e Piacenza sono state le province più rappresentate, rispettivamente col 34% e col
16% delle candidature. Seguono Forlì/Cesena e Modena (10%); Reggio Emilia (7%), Ravenna e Parma (6%); Ferrara (5%) e Rimini (4%).

L’indagine sull’età delle candidate ha fatto emergere come siano mediamente più giovani, anche se di poco, le imprenditrici e socie d’impresa rispetto alle professioniste: le
prime registrano un’età media di 29 anni, le seconde di 34.
Per quel che riguarda le tipologie di attività, la sezione professioni si caratterizza per un’ampia partecipazione di attività professionali svolte nell’ambito della bioedilizia e
delle bioarchitettura. Sono, inoltre, presenti attività svolte nell’ambito di Ict, informatica, formazione professionale, servizi alla persona e alle imprese, medicina.

Per quanto concerne la sezione imprese è ampia la partecipazione di imprese ad alto contenuto tecnologico che sfruttano risultati da ricerca, come spin off e imprese con collaborazioni
con Università e Centri di ricerca. Buona anche la presenza di imprese che operano nei settori dell’Ict, della medicina e veterinaria, della farmaceutica, delle comunicazioni e
tecnologie informatiche, del turismo, dei servizi alle persone e alle imprese.
La consegna del premio (un assegno di 5000 euro per le migliori esperienze delle due sezioni) si è svolta al Museo d’Arte Moderna di Bologna, alla presenza, tra gli altri, di Miretta
Giacometti dell’Università di Bologna, presidente della commissione di valutazione del premio; Sonia Di Silvestre del programma regionale per l’imprenditoria femminile; Cristina
Gherpelli, vice presidente degli Industriali di Reggio Emilia e componente della Commissione Piccola Industria di Confindustria Emilia-Romagna.

Leggi Anche
Scrivi un commento