La qualità delle acque di balneazione dell'UE si mantiene elevata

By Redazione

Dalla relazione annuale sulle acque di balneazione presentata oggi dalla Commissione europea emerge che nel 2007 la stragrande maggioranza delle zone di balneazione nell’Unione europea soddisfa
le norme igieniche dell’UE, all’incirca il 95% delle zone di balneazione costiere e l’89% delle zone di balneazione su fiumi e laghi rispettano i valori imperativi.

La relazione fornisce informazioni utili sulla qualità delle acque ai milioni di bagnanti che ogni estate frequentano le spiagge europee.

Il commissario per l’Ambiente, Stavros Dimas, ha così commentato: «Malgrado un lieve deterioramento osservato nelle zone di balneazione costiere, la qualità delle acque di
balneazione nell’Unione europea si mantiene elevata. Invito gli Stati membri a proseguire gli sforzi tesi a raggiungere la piena osservanza delle norme da parte di tutti i siti di balneazione,
interni e costieri. Sono lieto di constatare una diminuzione del numero di siti di balneazione cancellati dagli elenchi delle zone sottoposte ad analisi, che sfuggono in tal modo al controllo
ufficiale.»

Entrata in vigore della nuova normativa sulle acque di balneazione
Ogni anno gli Stati membri devono comunicare i dati sulle zone di balneazione costiere e interne situate nel loro territorio. Le zone di balneazione sono aree in cui la balneazione è
espressamente autorizzata o non è vietata ed è praticata in maniera consuetudinaria da un ampio numero di bagnanti. Nel 2007 sono state monitorate 21 368 zone di balneazione, un
numero leggermente superiore rispetto all’anno precedente, di cui 14 551 zone costiere e 6 797 zone interne.

Per la verifica della qualità delle acque di balneazione vengono effettuati test sulla base di una serie di parametri fisici, chimici e microbiologici, per i quali la direttiva sulle
acque di balneazione[1] fissa valori imperativi. Gli Stati membri devono rispettare i valori imperativi ma possono adottare norme più severe o decidere di seguire valori guida non
obbligatori.

Una nuova normativa sulle acque di balneazione è entrata in vigore nel 2006 per garantire la coerenza con altre disposizioni legislative comunitarie e in particolare con la direttiva
quadro in materia di acque. Essa aggiorna i parametri e le misure di controllo sulla base delle conoscenze scientifiche più recenti e pone maggiormente l’accento sull’informazione del
pubblico per quanto concerne la qualità delle acque delle zone di balneazione. Il termine per il recepimento della direttiva nel diritto nazionale degli Stati membri scadeva a marzo
2008, ma quello per la piena attuazione è fissato al 2015. Il Lussemburgo ha tuttavia deciso di applicare la direttiva già a partire dalla stagione balneare 2007.

Riduzione del numero di località cancellate dagli elenchi
Il numero di zone di balneazione conformi ai requisiti minimi di qualità è rimasto complessivamente stabile nel 2007.

Per le zone di balneazione costiere la percentuale di località che soddisfano i valori imperativi è diminuita all’incirca di un punto percentuale, attestandosi al 95,2%. Il numero
di località costiere che rispettano i valori guida più severi ma non obbligatori fissati dalla direttiva è diminuito, passando dall’88,4% nel 2006 all’86,1% (si tratta del
secondo calo del genere che si registri da vari anni).

I risultati relativi alle località di balneazione interne sono rimasti stabili. Per quanto riguarda i valori imperativi, il tasso di osservanza nel 2007 è stato dell’88,7%
rispetto all’88,8% nel 2006. Il rispetto dei valori guida è sceso leggermente, passando dal 63,9% nel 2006 al 62,7% nel 2007.

Nel 2007 gli Stati membri hanno cancellato un totale di 143 località di balneazione dagli elenchi nazionali sulla base delle norme della direttiva. Questo calo del 44% dei siti
cancellati è incoraggiante ma la Commissione esorta gli Stati membri affinché continuino ad affrontare i problemi di inquinamento alla radice anziché declassare i siti che
non soddisfano le norme di qualità comunitarie. Nel 2006 la Commissione ha avviato procedure di infrazione contro 11 Stati membri per la cancellazione di località dagli elenchi
(cfr. IP/06/470).

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