La pensione integrativa nel pubblico impiego

D: Perché la riforma della previdenza complementare introdotta da gennaio 2007 non è applicabile al comparto pubblico così come è stato fatto nel settore privato.
Siamo cittadini di serie B?

R: Ancora oggi la riforma della previdenza complementare introdotta da gennaio 2007 non è applicabile al comparto pubblico. Il che ha per conseguenza che le nuove agevolazioni fiscali
introdotte non sono applicabili in caso di adesione a un fondo di comparto. Oggi come oggi sono attivi il fondo Estero della scuola (recentemente ha aperto un canale anche per le scuole
private) e il fondo Perseo per enti locali e sanità; è prevista a breve la partenza di Sirio per i ministeriali ed enti pubblici non economici. A livello regionale per i
dipendenti delle Regioni sono previsti Fopadiva (Valle d’Aosta) e Laborfonds (Trentino-Alto Adige).
Intanto il fondo Espero ha introdotto alcune modifiche al proprio statuto a decorrere dal 1 aprile 2008. Si possono iscrivere a esso i dipendenti con contratto di durata non inferiore a tre
mesi continuativi. Ai fini del TFR gli Uffici INPDAP dovranno calcolare e liquidare direttamente all’iscritto le quote del TFR pari al 6,91% della retribuzione utile.

Il fondo entra nell’assetto pluricomparto, prevedendo almeno due comparti:

1) quello «garantito» destinato ad accogliere i flussi TFR conferiti tacitamente da parte dei dipendenti delle scuole private;
2) quello «bilanciato» con profilo di rischio medio-basso. Viene in ogni caso data la possibilità a tutti gli aderenti di scegliere e cambiare, durante il
periodo di permanenza al fondo, il profilo di investimento.

È prevista la possibilità di sospendere la contribuzione. Ci sono due scadenze da rispettare a questo proposito:

a) i dipendenti pubblici possono chiedere la sospensione della contribuzione entro il 30 novembre di ogni anno: la sospensione decorrerà dal gennaio dell’anno successivo. In precedenza
era previsto che la sospensione era un diritto che non poteva essere esercitato nei primi cinque anni di vita del fondo. Ora il diritto può essere esercitato in ogni momento e la
sospensione può riguardare anche un periodo inferiore all’anno;
b) i dipendenti privati possono presentare la richiesta di sospensione in qualsiasi momento.

Ovviamente la richiesta di sospensione del contributo del lavoratore fa venire meno l’obbligo di versamento anche del contributo a carico del datore di lavoro, mentre non sospende
l’accantonamento delle quote TFR che continuano – solo per i dipendenti pubblici – a essere contabilizzate dall’INPDAP.
Resta infine l’ultimo importante punto di modifica. Non è più l’INPDAP a versare il contributo del datore di lavoro previsto per il mondo della scuola aderente alla previdenza
complementare. Da ora in poi – sulla base di quanto disposto dalla legge Finanziaria 2008 – al versamento delle due quote (datore di lavoro e lavoratore) provvede l’Amministrazione che paga lo
stipendio, vale a dire il sostituto di imposta (Ministero dell’economia o la singola istituzione scolastica, a seconda del tipo di contratto di lavoro del dipendente).

(INPDAP – Nota operativa n. 9/2008)

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