La pasta Rummo alla conquista dell’America

La pasta Rummo alla conquista dell’America

Dopo aver deliziato il Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano durante la sua visita in Giappone lo scorso settembre, la Pasta Rummoconquisterà anche il Presidente degli
Stati Uniti Barack Obama?

A pochi giorni dalla cena all’Ambasciata d’Italia e al Ristorante dell’Armani Tower a Tokyo, dove lo chef stellato Enrico Derflingher ha scelto tra le tante pregiate marche italiane proprio i
rigatoni e i fusillotti Rummo, la pasta beneventana vola a New York per il World Pasta Day.

Rummo – marchio italiano leader della qualità – partecipa infatti il prossimo 26 ottobre alla conferenza organizzata dalla National Pasta Association (NPA) e dall’International Pasta
Organization (IPO) alla quale saranno presenti i maggiori produttori mondiali di pasta per illustrare le ultime ricerche nutrizionali e scientifiche sulla ‘regina’ delle pietanze.

Dal 1995, l’evento celebra un alimento presente in molte tradizioni culinarie e in occasione del tema dell’edizione 2009 “Piatti a base di pasta sulla tavola di ogni famiglia”, Rummolancia il
Decalogo della Pasta Perfetta (RUMMO), uno strumento per consentire a tutti di riconoscerne le qualità autentiche.

Apprezzata da chef e gourmet, la Pasta RUMMO è prodotta fin dal 1846 dalla famiglia Rummo con tenacia e costante ricerca dell’eccellenza. Una ricerca continua per offrire un piccolo
lusso quotidiano, fatto di tempo ritrovato e di abitudine a un gusto unico e italiano. Oggi, con il Decalogo questa esperienza arriva nelle case degli italiani, e non solo, per diffondere la
cultura della pasta ‘perfetta’ attraverso le dieci caratteristiche peculiari, dall’aspetto esteriore fino alla cottura.

Su questo punto anche il Presidente Napolitano, da buon napoletano, è stato un giudice inflessibile, ma Rummonon teme confronti: la tenuta della cottura è infatti frutto, durante
la lavorazione della pasta, di un grande rispetto della natura e delle caratteristiche qualitative dei grani duri più pregiati. Il risultato finale è una pasta più gustosa,
più profumata, più viva, più tenace. Cosa ne penserà Obama?

RUMMO IN COMUNICAZIONE

Con l’autunno 2009 e una serie di importanti appuntamenti internazionali, inizia per RUMMO un nuovo percorso. Strategia e comunicazione sono state affidate a Progetti Nuovi, la società
milanese di Annamaria Testa, mentre Guendalina Perelli si occupa delle relazioni pubbliche e dell’ufficio stampa. Una lunga storia da raccontare al grande pubblico alfine di promuovere la
cultura della pasta e di un gusto tutto italiano per la qualità.

Rummo Lenta Lavorazione presenta
“il Decalogo della Pasta Perfetta”

Per anni considerata nemica della linea, la pasta è stata ormai riabilitata da esperti e consumatori quale alimento nutriente e dall’equilibrato apporto calorico. Quasi la metà
degli italiani mangia pasta tutti i giorni, che insieme al pane, al riso e agli altri cereali, costituisce la base della dieta mediterranea. Secca, all’uovo, integrale o biologica, con il sugo,
i legumi o il pesce, l’importante è non farla mai mancare nell’alimentazione quotidiana perché è indispensabile per dare energia all’organismo. Inoltre, mangiare pasta
aiuta a vivere meglio e ad essere di buonumore perché stimola la liberazione della serotonina, un antidepressivo naturale.

Ma come si riconosce una “buona pasta”? Il pastificio Rummo, produttore da sei generazioni, ha individuato le dieci caratteristiche della pasta perfetta e i rispettivi modi per riconoscerla
facilmente prima a crudo e poi a cottura ultimata.

Nasce così per i veri buongustai il Decalogo della Pasta Perfetta RUMMO.

L’assaggio della pasta è, comunque, un momento essenziale per la sua definizione qualitativa e per verificare che rimanga “al dente”. Assaggio che andrebbe fatto senza aggiungere alcun
condimento o al limite versando un cucchiaino di olio extravergine di oliva su un campione per valutarne la tenuta finale del condimento.

Decalogo della Pasta Perfetta RUMMO

1 – Colore uniforme giallo ambrato limpido: senza ombreggiature chiare o scure.

2 – Aspetto omogeneo: senza venature irregolari, piccole crepe e bolle d’aria.

3 – Aroma piacevole: mantiene il profumo tipico del grano duro.

4 – Sapore: dolciastro senza alterazioni acide o piccanti.

5 – Assenza di patina: lascia l’acqua di cottura limpida, nel piatto non si ammassa e presenta una superficie liscia.

6 – Consistenza: al termine della cottura deve essere soda ed elastica e se pressata leggermente con la forchetta riacquistare la forma iniziale.

7 – Dimensione: dopo la cottura, mantiene la forma e la misura originaria.

8 – Contenuto proteico: un elevato tenore di proteine (14%) garantisce un buon valore nutritivo.

9 – Resistenza alla masticazione: dopo la cottura rimane elastica e al dente anche se ha perso il nervo cioè la parte bianca visibile al taglio.

10 – Resistenza allo stress: mantiene la tenacità anche dopo il salto in padella e nel tempo di attesa prima di essere servita.

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