La maggioranza degli italiani (55%) vorrebbe vivere nei piccoli comuni

Oltre la metà degli italiani (55 per cento) vorrebbe abitare in uno dei quasi seimila comuni italiani con meno di 5mila abitanti alla ricerca di una migliore qualità della vita
grazie a una maggiore sicurezza sociale, alla buona alimentazione, a un ambiente più sano e alla semplicità nel costruire rapporti personali più duraturi ma anche alla
possibilità di esprimere al meglio la propria creatività.

E’ quanto emerge dal sondaggio effettuato dal sito www.coldiretti.it in occasione di «Voler bene all’Italia», la festa
nazionale della Piccola Grande Italia di domenica 11 maggio con molteplici e curiose iniziative organizzate dagli imprenditori della Coldiretti insieme a Legambiente e a un vasto comitato
promotore di associazioni ed enti sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica

I risultati del sondaggio on line effettuato dalla Coldiretti evidenziano una netta preferenza degli italiani per le realtà comunali al di sotto dei 5mila abitanti che sconfiggono sia le
piccole che le grandi città, ma anche le metropoli urbane. Solo una minoranza del 7 per cento dei rispondenti – sottolinea la Coldiretti – vorrebbe vivere in una grande metropoli con
piu’ di mezzo milione di abitanti, il 9 per cento in una città con un numero di abitanti compreso tra 500mila e 100mila e il 29 per cento in una con un numero di abitanti compreso tra
100mila e 5mila.

Nei piccoli comuni con meno di cinquemila abitanti vivono attualmente oltre dieci milioni di italiani e da alcuni anni si assiste ad una inversione di tendenza con una leggera tendenza
all’aumento della popolazione. Non è un caso – continua la Coldiretti – che molti stranieri illustri amanti dell’Italia abbiano scelto come «buen retiro» piccoli centri come
George Clooney che trascorre il tempo libero a Laglio sul lago di Como (888 abitanti) mentre Mick Hucknall il cantante dei Simple Red che produce vino a Sant’Alfio (Catania) (1645 abitanti). E
da piccoli centri vengono anche grandi campioni nazionali come Valentino Rossi di Tavullia in provincia di Pesaro (4.800 abitanti) o Vasco Rossi di Zocca (4.640) in provincia di Modena.

Una preferenza – continua la Coldiretti – che è implicito riconoscimento del valore della campagna e dei suoi prodotti in queste aree radicati nel tessuto economico, sociale e
ambientale. A lavorare nei piccoli comuni sono infatti circa 400mila imprese agricole con impegnate ad assicurare la salvaguardia delle colture tradizionali, il mantenimento delle
tipicità alimentari, la tutela del territorio da dissesto idrogeologico e incendi. I comuni sotto i cinquemila abitanti coprono un territorio dove grazie all’agricoltura si
«coltiva» oltre la metà della produzione agroalimentare nazionale che ha reso celebre il Made in Italy nel mondo. Un patrimonio che – sottolinea la Coldiretti – fonda il suo
successo anche sul terreno particolarmente fertile che offrono i piccoli comuni alle produzioni di qualità: nel territorio di tre piccoli comuni su quattro sono presenti allevamenti
destinati a produrre formaggi o salumi italiani a denominazione di origine (Dop), mentre nel 60 per cento dei piccoli comuni si trovano gli uliveti dai quali si ottengono i 38 oli italiani a
denominazione di origine. Eccellenze uniche per alimentare il motore della vacanza enogastronomica ed ambientale unico segmento in costante e continua crescita nel panorama di crisi
dell’offerta turistica con un fatturato stimato in 5 miliardi di euro.

Si tratta di risultati di un intero tessuto imprenditoriale che devono essere sostenuti con un modello di sviluppo che – conclude la Coldiretti – si impegni a recuperare in queste aree i troppi
ritardi infrastrutturali e nei servizi offerti con interventi che vanno dalle tecnologie informatiche alle scuole, dagli ospedali alle poste fino ai presidi istituzionali per garantire la
sicurezza dei cittadini nei confronti della criminalità, per valorizzare una straordinaria risorsa, che può diventare la forza sociale ed economica di una nuova fase di sviluppo.

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