La Corale Polifonica Nazariana, diretta da Lucio Nardi, inaugura a Milano l’Anno Giudiziario – Intervista al Maestro

La Corale Polifonica Nazariana, diretta da Lucio Nardi, inaugura a Milano l’Anno Giudiziario – Intervista al Maestro

By Giuseppe

A Milano l’Anno Giudiziario inaugurato con la musica del Maestro Lucio Nardi

Intervista di Saverio Fossati al Maestro Lucio Nardi, magistrato oggi in pensione, che dirige la Corale Polifonica Nazariana

 

A cura di ASSOEDILIZIA informa 

 

Milano, 24 dicembre 2024

A Milano la musica vive anche in Tribunale

Compie 36 anni la Corale Polifonica Nazariana, iniziativa artistica di Lucio Nardi per il Palazzo di Giustizia

di Saverio Fossati

La tradizione si ripete anche quest’anno, come è sempre accaduto fin dal 2003. La Corale Polifonica Nazariana – diretta dal Maestro Lucio Nardi, magistrato oggi in pensione – inaugura a Milano l’Anno Giudiziario.

 

La realtà di un Coro che con un proprio concerto celebra questa importante tappa annuale è certamente unica in Italia. I componenti originari della Corale, nata nel 1988, provenivano dalle più svariate esperienze; attratti dalle rappresentazioni tenutesi in occasione di eventi istituzionali, molti esponenti del mondo giudiziario si sono uniti alla compagine che oggi consta di oltre 60 elementi. 

Lucio Nardi, napoletano di nascita e milanese di adozione, ha creato la Polifonica Nazariana che ancora oggi anima e dirige con grande passione.

 

Dottor Nardi, ci racconti il suo arrivo a Milano.

Milano è la sede che mi fu assegnata nel 1979 dopo aver vinto il concorso in magistratura. Certo, per i primi tempi ho fatto il pendolare perché a Napoli avevo le radici da cui non è facile allontanarsi e soprattutto perché a Milano ero da solo. Poi ho conosciuto meglio questa città e oggi la sento mia forse al pari di Napoli.

E la sua storia con la musica?

La musica è un interesse che ho sempre coltivato anche durante l’attività di magistrato. Nei primi tempi della mia vita milanese tenevo separata la sfera professionale da quella delle mie passioni. Poi, poco dopo l’ingresso in magistratura, forse un po’ per vincere la solitudine, ricominciai a prendere lezioni di pianoforte. Superato l’esame di solfeggio, nel 1983 sostenni da privatista gli esami di quinto anno di pianoforte, al Conservatorio di Venezia con un bel 6,50. La scelta di Venezia meravigliò la mia insegnante, ma mi affascinava l’idea di legare la mia carriera musicale a una città tanto romantica.  Sono affascinato molto anche dal mondo ecclesiale, forse per la solennità spettacolare dei  suoi riti, per gli abiti così tanto colorati, per la teatralità delle cerimonie. E, devo dire, anche per i misteri e gli intrighi che si immagina nascondersi dietro i grandi cappelli degli alti prelati!

Dal coinvolgente repertorio della musica sacra ho attinto molti dei brani che ho insegnato alla Corale. Il mondo della Chiesa poi è legato a doppio filo con i miei esordi musicali giovanili in parrocchia.

E proprio a Padre Giacometti, parroco di San Nazaro qui a Milano, promisi una cosa della quale allora non potevo valutare appieno le conseguenze: avrei fondato una scholacantorum nella sua chiesa. L’impegno era stato un po’ avventato, ma mantenerlo non ha premiato solo me: oggi la Polifonica Nazariana è un coro di tutto rispetto. E la mia consacrazione ufficiale quale suo leader avvenne poco più tardi, quando il parroco, con l’intenzione di farmi un dono, mi presentò al Cardinale Colombo, allora Arcivescovo emerito di Milano, che, ricevendoci nella sua residenza al Seminario di corso Venezia, mi avvertì paternamente che per formare un coro occorreva tanta pazienza. Questa dote evidentemente non mi è mancata se dopo 36 anni la Corale è una solida e radicata istituzione.

Qual è stata quindi l’evoluzione della Corale Polifonica Nazariana?

Cominciammo subito a fare proseliti. Il coro, nella sua prima formazione ufficiale, consisteva di una dozzina di elementi. Esordimmo con un piccolo repertorio di musiche sacre che accompagnavano le cerimonie religiose in San Nazaro. Le prove del lunedì – giorno della settimana che sarebbe rimasto invariato nel tempo – in breve si affollarono, divenendo un appuntamento irrinunciabile per molte persone. 

Fra i pezzi più eseguiti ricordo dei brani di Perosi, diversi canti gregoriani e il PanisAngelicus di Franck che fu il mio personale cavallo di battaglia come solista.

Il primo vero concerto risale al 15 dicembre 1994, trent’anni fa. Ne seguirono molti altri, e nel 1995 pubblicammo il nostro primo CD. Poi, sempre in quegli anni, l’evento più emozionante e impegnativo: una Messa nel Duomo di Milano! Un vero cimento per la Polifonica, e insieme un grande salto di qualità: esibirsi nella chiesa più importante della città – e una fra le più celebrate del mondo – sarebbe stata una tappa fondamentale. Il Coro accolse questa opportunità con orgoglio e determinazione e si presentò all’appuntamento sereno e preparato. Il gruppo, nel frattempo, era diventato più nutrito e contava oltre 20 elementi. Le prove ebbero luogo nella cripta, mentre per l’esibizione fummo schierati a lato dell’altare maggiore.

Tutto andò per il meglio, anche quando la direzione passò momentaneamente al corista e carissimo amico Peppino d’Antonio, che mi sostituì mentre alla Comunione interpretavo come solista il PanisAngelicus.

Il successo fu caloroso tanto che, finché don Lorenzo ha organizzatola cerimonia, la Corale Nazariana è stata chiamata più volte a cantare nella Cattedrale in occasione della novena dell’Immacolata. 

E fuori Milano?

Siamo stati più volte in trasferta fuori Milano e fuori Lombardia, e a questi spostamenti hanno contribuito vari coristi che ci hanno suggerito luoghi diversi: Venezia, Treviso, Portofino, Rapallo. Siamo stati più volte a Napoli e a Salerno.

Quando, poi, come Corale ci siamo avvicinati al mondo della Giustizia, abbiamo fatto anche trasferte all’estero, per celebrare il gemellaggio con gli Ordini degli avvocati di altre città. Siamo stati a Parigi con la Messa solenne in onore di Santa Cecilia a Saint Eustache, nello stesso luogo in cui era stata cantata per la prima volta alla presenza dell’autore Charles Gounod. In questa occasione erano presenti il Presidente della Corte d’Appello di Milano, Beppe Grechi e l’avv. Paolo Giuggioli Presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati. Successivamente, siamo stati a Bilbao, nella chiesa di San Nicolas, accompagnati dal Presidente della Corte di Milano Giovanni Canzio, e più recentemente a Londra nel Temple Church insieme al Presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati Remo Danovi.

Una grande soddisfazione, nel maggio 2019, ci ha dato l’invito del Primo Presidente della Corte di Cassazione, Giovanni Mammone, a tenere nell’Aula Magna della Corte il Concerto di Primavera in cui abbiamo eseguito la Messa di Gloria di Giacomo Puccini.

Ma l’appuntamento cui Lei tiene di più è quello dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario milanese

Certamente.L’evento richiama ormai più di un migliaio di spettatori, invitati dal Presidente della Corte d’Appello, dal Procuratore Generale e dal Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati.

Ho sempre nutrito il desiderio di portare fisicamente la musica dentro la maggiore istituzione che rappresenta la legge, però forse per timidezza o per il timore di non essere compreso avevo qualche remora a proporlo. In realtà il mondo dell’applicazione delle leggi può apparire freddo, ma ho riflettuto, invece, che richiede grandi doti di umanità e compassione. A mio avviso non c’è nulla di meglio della musica che contribuisca alla comprensione universale: un linguaggio che va oltre le differenze linguistiche e culturali e suscita sensazioni ed emozioni comuni. 

Quindi, deciso a rompere gli indugi, nel 2002 mi presentai al Presidente della Corte d’ Appello Beppe Grechi che era da poco arrivato a Milano. Ritenevo che il 19 marzo fosse la data più opportuna, perché era l’anniversario della morte di Guido Galli, assassinato il 19 marzo 1980. Il Presidente Grechi, come pure l’allora Procuratore Generale, dott. Borrelli, accolsero la proposta con entusiasmo e così il 19 marzo 2002 la Corale Polifonica Nazariana tenne il primo concerto mai eseguito in un Palazzo di Giustizia, in memoria dei magistrati Guido Galli ed Emilio Alessandrini. Il Requiem op. 148 di Schumann che avevo appena insegnato alla corale, fu eseguito nell’Aula Magna, con l’accompagnamento di un gran coda da concerto e fu un avvenimento molto toccante. Tutti ricordiamo, con entusiasmo e commozione, quel magnifico pianoforte sulla scalinata del Palazzo di Giustizia mentre veniva trasportato nell’Aula Magna. Sembrava che la musica, entrando nel Palazzo, potesse rendere la giustizia più umana, come dire, amministrata con più arte. Sull’onda di queste emozioni il Presidente Grechi decise di istituire il concerto per l’inaugurazione dell’anno giudiziario affidando a me l’organizzazione.

Un appuntamento fisso e seguitissimo.

Sì, a Milano è divenuto una consuetudine, una tradizione, quasi un rito.
Solo nel 2003 si è tenuto nell’ Aula Magna del Palazzo di Giustizia. Poi, per l’afflusso sempre crescente di pubblico, i suoi 350 posti non sono stati più sufficienti. Ci siamo quindi spostati per alcuni anni nella Basilica di Sant’Ambrogio poi nell’Auditorium di Largo Mahler, e al Lirico, alla Chiesa di San Marco e al teatro dal Verme che ci ospiterà anche quest’anno. 

Forse con tutti questi importanti trascorsi sarebbe opportuna un’investitura ufficiale: il Coro del Palazzo di Giustizia di Milano

E’un mio sogno, un traguardo a cui stiamo lavorando insieme ai miei più stretti collaboratori con cui abbiamo individuato anche un luogo in cui l’attività della Corale possa svolgersi in piena sicurezza senza disturbare nessuno. 

Ottenere all’interno del Palazzo di Giustizia una sede istituzionale dove si possano svolgere le prove non è solo una questione logistica: è un simbolo. Oggi molte istituzioni che vogliano essere al passo con i tempi (scuole, università, ospedali…), hanno al loro interno un coro od un’orchestra.

La musica è il linguaggio universale dell’umanità e unisce le persone più diverse tra loro per cultura e convinzioni. Ecco perché è importante la presenza del coro all’interno del Palazzo di Giustizia che coinvolga tutti gli operatori che lavorano ogni giorno su fronti e con incarichi diversi e si impegnano, ciascuno nel proprio ruolo, ad assolvere il proprio dovere verso lo Stato e verso i cittadini. 

La nostra fiduciosa speranza è che questo progetto trovi accoglimento.

di Saverio Fossati

 

 

 

 

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