La Commissione è soddisfatta dell'adozione definitiva della direttiva sulla qualità dell'aria

La Commissione europea esprime soddisfazione per l’adozione della direttiva relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa, il testo adottato riprende
quasi integralmente la proposta che la Commissione aveva presentato nel settembre 2005 e dimostra il forte impegno dell’Unione europea a migliorare la qualità dell’aria nell’UE
attraverso la definizione di livelli di concentrazione vincolanti per le particelle sottili (PM2,5).

Il Commissario all’ambiente, Stavros Dimas, ha dichiarato: «Oggi l’Unione europea ha compiuto un passo decisivo nella lotta contro una delle principali cause dei problemi che colpiscono
l’ambiente e la salute. I cittadini europei sono preoccupati per l’inquinamento atmosferico. La nuova direttiva sulla qualità dell’aria è una risposta ai loro timori perché
fissa standard elevati, ma realistici, per combattere l’inquinamento dovuto alle particelle sottili (PM2,5) nell’Unione europea.»

Definire dei valori limite per ridurre la concentrazione delle particelle sottili
Il testo adottato oggi riunisce in un’unica direttiva sulla qualità dell’aria quattro precedenti direttive e una decisione del Consiglio. Il nuovo testo istituisce standard che
permetteranno di ridurre la concentrazione delle particelle sottili e fissa le date per la loro applicazione. Le particelle sottili sono considerate tra gli inquinanti più pericolosi per
la salute umana assieme alle particelle più «grosse» note come PM10, già regolamentate da altre normative.

La direttiva prevede che, nelle aree urbane, gli Stati membri riducano mediamente del 20% l’esposizione al PM2,5 entro il 2020 rispetto ai valori del 2010, obbligandoli a portare i livelli di
esposizione in queste zone al di sotto di 20 microgrammi/m3 nel 2015. A livello dell’intero territorio nazionale, gli Stati membri dovranno rispettare il valore limite di 25 microgrammi di
PM2,5/m3, da raggiungere obbligatoriamente entro il 2015 e, se possibile, già nel 2010.

Più flessibilità per raggiungere gli standard di qualità dell’aria
La nuova direttiva introduce nuovi obiettivi per il PM2,5 senza tuttavia modificare gli standard di qualità dell’aria esistenti. Gli Stati membri hanno però un maggiore margine di
manovra per raggiungere alcuni dei valori fissati nelle zone in cui hanno difficoltà a rispettarli. La conformità ai valori limite fissati per il PM10 si rivela problematica per
25 dei 27 Stati membri dell’UE, nei quali tali limiti vengono superati almeno in una parte del territorio (cfr. IP/07/1537).

Il termine ultimo per conformarsi ai valori limite per il PM10 può slittare di tre anni dopo l’entrata in vigore della direttiva (metà del 2011) o di cinque anni al massimo per il
biossido di azoto e il benzene (2010-2015); tuttavia, ciò può avvenire soltanto se viene applicata integralmente la normativa UE del caso, come la direttiva IPPC sulla prevenzione
e riduzione integrate dell’inquinamento (cfr. MEMO/07/441), e se sono in atto tutte le misure opportune di abbattimento dell’inquinamento. La direttiva fornisce un elenco delle misure da
considerare.

Leggi Anche
Scrivi un commento