La Cia Lombardia e la riforma Ocm latte

Il Forum Latte, che si terrà a Brescia il prossimo 29 novembre con la partecipazione della commissaria europea Fischer Boel e del ministro De Castro, può essere una reale
opportunità per incidere nelle imminenti decisioni nazionali e comunitarie per la tutela degli interessi degli allevatori lombardi. Questo appuntamento nasce infatti in un contesto e
nell’ottica di un consolidato sistema regionale di relazioni tra istituzioni e organizzazioni agricole. In Lombardia l’esperienza unitaria della Cia, Coldiretti e Confagricoltura ha prodotto
significativi risultati sul piano economico, come nel caso del prezzo del latte alla stalla, assumendo un ruolo di rilievo nazionale.

Purtroppo l’orientamento che sta maturando in questi giorni nella ricorsa alla “piazza”, rischia di sminuire fortemente la possibilità che questo “sistema” si affermi come interlocutore
affidabile nel percorso di riforma dell’Ocm Latte, con un atteggiamento difficilmente comprensibile ai produttori di latte protagonisti dei tanti momenti unitari di questi ultimi mesi. Le
questioni di carattere prettamente nazionale, pur legittime, avranno infatti scorso peso nelle scelte europee sul futuro delle regole produttive e quindi sul destino degli allevamenti lombardi.

La Cia Lombardia è oggi impegnata per ottenere, in presenza di una condizione straordinaria di mercato, la possibilità per gli allevatori rispettosi delle regole di poter produrre
coerentemente con le loro scelte imprenditoriali, con un deciso recupero del reddito perso negli scorsi anni segnati dalle difficoltà di mercato. Per questo lavoriamo per un aumento
immediato delle quote latte nazionali per un paese deficitario con il nostro e, successivamente, per un aumento diversificato tra gli Stati membri per il prossimo periodo 2008/09.

La Cia da tempo sostiene con forza che la riflessione sul destino del settore è ben più complessa della mera discussione sul superamento delle quote latte e che il futuro dipende
dalla definizione di un contesto più generale di carattere strutturale, con politiche comunitarie e nazionali mirate alla qualità, alla tipicità territoriale, al sostegno
all’esportazione e alla definizione di ammortizzatori e indennizzi economici e finanziari diretti, a tutela degli investimenti e dei diritti delle imprese.

Occorre, quindi, una nuova politica di svolta, un progetto che collochi la zootecnia, ed in particolare quella del latte, nelle priorità di sviluppo dell’agricoltura, dunque, un Piano
strategico nazionale per la zootecnia da latte.

Per queste ragioni la Cia interverrà a Roma come a Bruxelles, sostenendo con chiarezza la richiesta di assicurare alle imprese un’opzione stabile di futuro. La Cia ha un solo modo di
porsi nell’agricoltura e nella società e lo manterrà con coerenza fino in fondo.

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