La Camera accoglie un odg sui lavori frontalieri italiani in Svizzera

By Redazione

 

Alla Camera dei deputati è stato accolto un ordine del giorno della Lega Nord, relativo al decreto anti-crisi, che impegna il Governo ad adottare le necessarie iniziative
legislative al fine di permettere l’utilizzo dei fondi della “contabilità separata per l’erogazione dei trattamenti speciali di disoccupazione a favore dei
lavoratori frontalieri italiani in Svizzera”, istituita presso l’Inps e finanziata dalla retrocessione da parte elvetica delle quote di contribuzione versate dai lavoratori,
in modo che tali fondi continuino ad essere utilizzati a favore dei lavoratori italiani divenuti disoccupati in Svizzera anche oltre il periodo di validità dell’Accordo
Italia-Svizzera sulla retrocessione finanziaria in materia di indennità di disoccupazione per i lavoratori transfrontalieri.

“L’attuale situazione di crisi economica internazionale, che investe come l’Italia molti altri Paesi – ha spiegato il vicepresidente dei deputati leghisti Marco
Reguzzoni cofirmatario dell’odg – rischia di mettere a rischio non solo la situazione occupazionale dei lavoratori impiegati in aziende nel nostro Paese, per i quali il decreto
anti-crisi ha messo a disposizione più efficaci ammortizzatori sociali; ma è a rischio un gran numero di posti di lavoro di cittadini italiani, di quei cosiddetti
lavoratori «transfrontalieri» che, perdendo il loro posto di lavoro per effetto di scelte imprenditoriali maturate da operatori esteri, rischiano di non beneficiare di alcun
sostegno laddove risiedono e svolgono la loro vita, cioè in Italia”.

Tra l’Italia e la Svizzera sono intercorsi nel tempo numerosi accordi che regolamentano lo status dei transfrontalieri, tra cui l’accordo sulla retrocessione finanziaria in
materia di indennità di disoccupazione per i lavoratori frontalieri, del 12 dicembre 1978, con il quale l’Inps è stato incaricato di provvedere alla corresponsione
dei trattamenti speciali di disoccupazione in favore dei lavoratori frontalieri italiani, divenuti disoccupati in Svizzera a seguito di cessazione non a loro imputabile del rapporto di
lavoro. Tale impegno è stato recepito dalla legge n. 147 del 1997.

La stessa legge n. 147 del 1997 ha contestualmente previsto che presso l’Inps fosse istituita la gestione con contabilità separata per l’erogazione dei trattamenti
speciali di disoccupazione a favore dei lavoratori frontalieri italiani in Svizzera, finanziata dalla retrocessione da parte elvetica delle quote di contribuzione versate dai
lavoratori. Si tratta di denaro prelevato dalle buste paga degli stessi transfrontalieri, che oggi si trova accantonato nella citata contabilità separata dell’Inps per un
importo di circa 380 milioni di euro, fondi ad oggi inutilizzati.
Dal 1o giugno 2009 – si legge ancora nell’odg della Lega – la Svizzera ha deciso di cessare la retrocessione all’Inps di tali contributi, avvalendosi della
facoltà prevista dal Trattato sulla libera circolazione delle persone sottoscritto dalla Svizzera e dall’Unione europea del 2002. Si verifica dunque, dall’inizio del 2009,
la paradossale situazione per cui i disoccupati tranfrontalieri aumenteranno per effetto della crisi, le retrocessioni da parte della Svizzera sono cessate, e un’ingente somma che
potrebbe essere destinata al sostegno dei lavoratori è immobilizzata presso l’Inps senza una precisa destinazione.

“A fronte di tutto ciò – ha concluso Reguzzoni – la Lega ha chiesto al governo di adottare le necessarie iniziative legislative al fine di permettere
l’utilizzo dei fondi della contabilità separata per l’erogazione dei trattamenti speciali di disoccupazione a favore dei lavoratori frontalieri italiani in
Svizzera”.

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD