Itinerario: DELIZIE IN ABBAZIA

Se amate l’architettura religiosa e desiderate conoscere uno straordinario e raro prodotto di nicchia delle nostre terre non fatevi sfuggire questo itinerario.

Si inizia con la visita all’Abbazia di Santa Maria in Castagnola di Chiaravalle che secondo un’attendibile tradizione fu fondata dai monaci cistercensi che, giunti a Chiaravalle nel
1172, edificarono la loro abbazia nella “selva di castagnola”, un fitto bosco che si estendeva in tutta la bassa vallesina. Diventato in breve tempo esteso ed importante, il complesso monastico
alterna, nel corso della sua esistenza, periodi di lento declino a fasi di grande prosperità come nel caso della creazione, nel 1759, della prima Manifattura Tabacchi, centro propulsore
dell’economia di tutta la zona circostante alla quale si deve la nascita e il consolidamento nel tempo della cittadina di Chiaravalle. L’architettura dell’abbazia, ispirata agli ideali
monastici della spiritualità cistercense e in particolare del fondatore Bernardo di Chiaravalle, risulta imponente ma allo stesso tempo sobria nelle decorazioni e nei colori naturali che
richiamano la semplicità e la purezza della fede.

Un altro stupendo esempio di architettura romanica nelle Marche è l’Abbazia benedettina di Santa Maria delle Moje. Così chiamata per il fatto che è situata tra quei
tratti di vegetazione paludosa lungo le rive del fiume detti “moje”, era originariamente conosciuta con il nome di Santa Maria Plani Molearum e sorgeva anch’essa nella selva “santa” della
Vallesina. Eretta nel XII secolo, esternamente la chiesa appare come una tipica costruzione basilicale con la navata centrale più alta delle laterali, a croce greca inscritta, ripartita
in nove campate uguali definite da pilastri che reggono volte a crociera e a botte.

Dopo questa coinvolgente visita alle abbazie della vallesina, la cittadina di Moje ci accoglie anche per il pranzo. Immerso nel torpore della coloratissima campagna autunnale,
l’agriturismo che ci ospita è rustico e caratteristico e il menu prevede piatti tipici della tradizione locale realizzati con i freschi prodotti di stagione.

La seconda parte della giornata è dedicata ad una specialità tipica del territorio apprezzata davvero in tutto il mondo ovvero la lonzetta di fico della vallesina.
E’ di Moje il primo produttore che la realizza ancora secondo l’antica tradizione e cioè scegliendo i fichi più sani e maturi per che vengono disposti su di una tavola e lasciati
asciugare al sole. Una volta raggiunta la disidratazione ottimale vengono macinati a mano. La massa ottenuta viene impastata in una terrina ma non vogliamo svelare qui tutti gli altri
ingredienti che verranno spiegati da chi è certamente maestro in quest’arte. L’impasto viene poi modellato a forma di lonzetta e avvolto con foglie di fico legate con del filo di lana
leggero e colorato. Abbinamenti ideali? Lonzetta e buon pecorino stagionato, meglio se di fossa, oppure parmigiano o anche miele. La degustazione offerta saprà restituire la
bontà di questi sapori.

Vittorio e la sua famiglia si sono specializzati nella realizzazione della lonzetta sin dai primi del Novecento, fino alla costituzione di un vero e proprio laboratorio nel 1990. L’unico
macchinario utilizzato è quello che dà la forma al lonzino mentre tutte le altre operazioni sono rigorosamente artigianali secondo regole ferree che il titolare dell’azienda
promette di non disattendere mai. La lonzetta di fico è un dolce povero, castigato nell’aspetto e misurato negli ingredienti; costituito di tutta frutta e senza zucchero, ha sapori
autunnali dolci, suadenti, di spezie aromatiche.

La lonzetta nasce nelle campagne marchigiane per conservare i fichi che maturavano tutti nello stesso periodo in sovrabbondanza. Nella cultura povera del passato i fichi facevano parte, insieme
ad arance, lupini e noci, della simbologia della festa popolare. Si portavano ai padroni dei poderi e si mangiavano nelle feste, tagliata a fette grosse serviva anche da companatico per la
merenda degli scolari. Oggi la lonzetta di fico si trova sempre più raramente; fra i pochi che lo confezionano in casa, Vittorio è riuscito a tener viva l’usanza di questo
prodotto dell’antica tradizione contadina della vallesina.

durata: intera giornata con pranzo

luogo: Chiaravalle, Moje

mezzo di trasporto: auto propria

meeting point: ore 9.15 presso abbazia di Santa Maria in Castagnola a Chiaravalle

Quota di partecipazione:

adulti 30 ?
ragazzi 6-12 anni
riduzione del 25%
bambini 0-5 anni GRATIS (
pranzo non compreso)*

*Su richiesta possibilità di pranzo a 10,00 ?

la quota comprende: visite guidate, ingressi, degustazione e pranzo

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

PER INFORMAZIONI e PRENOTAZIONI:
320.0971943 o info@percorsiparalleli.it

L’itinerario verrà annullato se non si raggiungerà un minimo di 15 adulti e/o ragazzi partecipanti. In caso di annullamento l’organizzazione si curerà di contattare
i partecipanti.

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