Italia in testa alla classifica delle procedure d'infrazione Ue

Con oltre ottanta procedure d’infrazione in corso, l’Italia è in testa alla classifica europea, a garantirle il primato, si aggiunge ora la decisione del Tar del Lazio, che ha sospeso il
decreto del ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 5 luglio 2007 sull’elenco dei siti di importanza comunitaria per la regione biogeografica mediterranea in Italia.

Così il nostro Paese torna nel baratro delle procedura d’infrazione comunitaria per una non corretta applicazione della direttiva habitat 92/43/CEE.
«Ancora una volta – commenta Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente – atti del ministro dell’Ambiente vengono bocciati dalla giustizia amministrativa, e siamo
costretti a fare i conti con l’Unione Europea verso la quale deteniamo il non invidiabile primato di Paese membro con il maggior numero di procedure di infrazione in corso».

La sospensione, pronunciata dalla seconda sezione bis del Tar del Lazio il 20 dicembre 2007, è stata emessa su istanza della provincia di Catanzaro e del suo presidente Michele Traversa.
«E’ il frutto di una vicenda – aggiunge Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette di Legambiente – gestita in maniera approssimativa. In particolare, la decisione della IV
Commissione consiliare della Calabria, presieduta dall’On. Francesco Sulla, rendeva inefficace la delibera della giunta regionale calabrese del 25 giugno 2005 con la quale si erano individuate
le Zone di protezione speciale (Zps) per superare il contenzioso con l’Unione Europea. Facendo così venir meno gli impegni di tutto il Paese nei confronti della Ue».
«La situazione – conclude Nicoletti – deve essere sanata al più presto: ne vale del prestigio del nostro Paese e del ruolo che la Calabria svolge come coordinatrice della
commissione ambiente della Conferenza delle Regioni».

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