Istat: imposte ambientali a 41 mld euro, pesano energia e trasporti
21 Febbraio 2008
Il gettito delle imposte ambientali in Italia è stato di circa 41 miliardi euro, con un incremento rispetto al 2005 del 2% circa, a diffondere i dati, relativi agli anni 1990-2006,
è l’Istat, secondo cui la cifra rappresenta poco meno del 7% delle entrate totali delle Pubbliche amministrazioni da imposte e contributi sociali e a quasi il 3% del Pil.
La variazione rispetto all’anno precedente è «in linea con la variazione osservata per l’anno precedente, si osserva invece una riduzione della quota delle imposte ambientali sia
sul totale delle imposte e contributi sociali sia sul Pil (rispettivamente -6% e -2% circa) più accentuata che nell’anno precedente’.
L’andamento complessivo delle imposte ambientali è influenzato soprattutto dalla dinamica delle imposte sull’energia, costituite da imposte su oli minerali e derivati, gas
incondensabili, Gas Propano Liquido (gpl), gas metano, energia elettrica e consumi di carbone. Il gettito, pari nel 2006 a circa 32 miliardi di euro, rappresenta il 78% del totale delle imposte
ambientali, poco più del 5% del totale imposte e contributi sociali e il 2% circa del Pil. L’altra componente significativa, spiega l’Istituto di statistica, è rappresentata dalle
imposte sui trasporti, comprendenti le imposte automobilistiche pagate dalle famiglie e dalle imprese, l’imposta relativa al Pubblico registro automobilistico (Pra) e l’imposta sulle
assicurazioni relative alla rc auto. Con un ammontare pari a circa 8,5 miliardi di euro, questa categoria ha coperto nel 2006 circa il 21% del gettito totale delle imposte ambientali, pari a
quasi l’1,4% del totale imposte e contributi sociali e allo 0,6% circa del Pil. La componente residua del gettito, pari a meno di 500 milioni di euro, è costituita dalle imposte
sull’inquinamento, che includono il tributo speciale per il deposito in discarica, la tassa sulle emissioni di anidride solforosa (no2) e di ossidi di zolfo (sox), il tributo provinciale per la
tutela ambientale, il contributo sulla vendita di prodotti fitosanitari e l’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili.
La ripartizione del gettito delle imposte ambientali per settore ambientale secondo la classificazione internazionale adottata per il conto satellite Epea , non è variata in modo
significativo nell’ultimo anno. Nel 2006, infatti, la quasi totalità del gettito delle imposte ambientali è relativa al settore «protezione dell’aria e del clima’ , mentre
soltanto una componente marginale riguarda i settori della «gestione dei rifiuti» , della «protezione e risanamento del suolo, delle acque del sottosuolo e delle acque di
superficie’ e dell«’abbattimento del rumore e delle vibrazioni» . Essendo la base impositiva (e non la destinazione del gettito) il riferimento cruciale considerato nella
definizione di imposta ambientale, gli strumenti fiscali qui considerati includono in linea di principio sia strumenti il cui gettito viene utilizzato al fine specifico di finanziare spese per
la protezione dell’ambiente, sia strumenti in cui non si ravvisa tale finalità. Nel 2006 la quota delle imposte ambientali esplicitamente finalizzata al finanziamento di interventi di
protezione ambientale è pari a poco più dell’1% del gettito totale, e non è variata rispetto all’andamento degli anni precedenti. Il dato complessivo del gettito destinato
al finanziamento di spese per la protezione dell’ambiente risulta dai proventi derivanti dal tributo provinciale per la tutela ambientale, dal contributo sulla vendita di prodotti fitosanitari,
e da una parte delle entrate derivanti dall’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili, dal tributo speciale per il deposito in discarica e dall’imposta sui consumi di carbone .
Per le imposte ambientali nel loro complesso le variazioni osservate negli ultimi due anni sono in linea con la dinamica di lungo periodo: tra il 1990 e il 2006 si osserva, a fronte
dell’incremento del gettito delle imposte ambientali ( 83%) una diminuzione della quota delle imposte ambientali sia sul totale delle imposte e contributi sociali (-24%) sia sul Pil (-13%).
La dinamica del tutto analoga che si registra per le imposte sull’energia dipende dal fatto che, come già osservato, questa componente costituisce la determinante fondamentale
dell’andamento complessivo. Come per il totale delle imposte dunque, anche per le imposte sull’energia si osserva che mentre il gettito registra un incremento tra il 1990 e il 2006 ( 65%
circa), tale aggregato è in diminuzione se rapportato al totale delle imposte e contributi sociali (-31%) o al Pil (-21%). Nel caso delle imposte sui trasporti, si osserva negli anni
più recenti un rallentamento della dinamica di questa componente rispetto agli elevati tassi di crescita del gettito osservabili tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000. Per
effetto di questo rallentamento, risulta attenuato negli ultimi anni il progressivo aumento della quota delle imposte sui trasporti sul totale delle imposte ambientali a scapito delle imposte
sull’energia, verificatosi a partire dal 1997.
Dati sul gettito delle imposte ambientali nei paesi della Ue vengono diffusi dall’Eurostat , che seleziona le imposte ambientali a partire da aggregati elaborati nel contesto dei dati di
contabilità nazionale e trasmessi all’Eurostat stesso dai Paesi Membri. Nel 2004, ultimo anno disponibile, il gettito totale delle imposte ambientali ammontava nell’insieme dei paesi
della Ue15 a più di 260 miliardi di euro, pari a circa il 6,7% delle entrate totali delle Pubbliche amministrazioni da imposte e contributi sociali e il 2,7 % del Pil. Le imposte
sull’energia, il cui gettito nel 2004 ha rappresentato il 74% del totale, costituiscono la componente più rilevante, seguita dalle imposte sui trasporti, il cui peso è pari al 22%
circa del gettito complessivo; le imposte sull’inquinamento e sulle risorse rappresentano invece complessivamente solo il 4% circa del totale.





