Intervista a Giannicola Caione proprietario dell’Agriturismo “Al Celone”

Intervista a Giannicola Caione proprietario dell’Agriturismo “Al Celone”

Giannicola Caione, cosa è il Celone?

In origine, il Celone è un torrente nel foggiano ormai prosciugato dai tempi in cui costruirono i ponti della ferrovia. Oggi è il nome di un nuovo agriturismo a due chilometri da
Foggia, che gestisco con amore e grande cura.

Quale percorso di vita e professionale l’ha portata ad aprire un agriturismo?

Da anni, insieme ad altri soci tra cui mia sorella, porto avanti un’azienda agricola che fu fondata dal nonno. Ci occupiamo della trasformazione e commercializzazione dei cereali per
grossi marchi italiani. Ma coltiviamo anche ortaggi (asparagi, carciofi, spinaci, ceci) e alleviamo bufale e vacche. Tutto il fieno per gli animali viene prodotto direttamente in azienda.

Da tempo pensavo che questo business potesse essere una buona base di partenza per creare una struttura di accoglienza.

Foggia è il cuore del Tavoliere delle Puglie. È un punto perfetto dove sostare per andare alla scoperta della Daunia e del promontorio del Gargano.

Volevo creare anche un punto di ritrovo per i giovani, alternativo ai locali della città.

Quando ho trovato un podere, così vicino a Foggia ma già immerso nella campagna, si è materializzata l’idea di “al Celone”. Un agriturismo che avesse ristorante, wine bar e
che fosse anche un’intima locanda.

Ho avviato un’accurata ristrutturazione del podere per lasciare intatta la natura del posto. Per esempio, ho voluto conservare e recuperare il ricovero per il bestiame, sia bovini sia equini,
con le vecchie mangiatoie.

Quindi, tutto quello che si può assaggiare da voi, è prodotto in casa?

Dall’orto del podere, dalle aiuole officinali con tutti gli odori e dai nostri allevamenti provengono tutte le materie prime, a km 0 e biologiche. Perfino le mozzarelle di bufala e la ricotta
sono prodotte in un caseificio molto rinomato della provincia con il latte del nostro allevamento di famiglia. Tutto ciò che non è possibile produrre in casa è acquistato
da produttori locali di fiducia.

Che stile propone il ristorante?

Il ristorante è in mano al giovane Chef Dario Perrella, un amante della sperimentazione che parte però dalle ricette della tradizione, senza stravolgerle e conservando la
freschezza e il carattere delle materie prime. Il menù quindi cambia di frequente, in base alle disponibilità stagionali e all’estro dello chef e propone un viaggio culinario tra
le prelibatezze della regione e della provincia, come il particolarissimo tonno di maiale, un piatto a base di carne di maiale cucinata con una ricetta che gli da l’aspetto e la consistenza del
tonno.

Altri piatti che distinguono il menù sono il tortino di melanzane con bufala e basilico su coulis di pomodoro, il carpaccio di vitello con caponata “fresca”, l’acquasale un piatto povero
della tradizione a base di pane, pomodori, cipolle, aglio, olio. Sono tantissimi i piatti tra i primi, le carni, le verdure e i piatti unici. Tutti da acquolina in bocca.

Oltre la cucina, cosa offre l’agriturismo?

Il wine bar ha una cantina che conta oltre cento etichette, specializzata nei vini del territorio. Mi piace ragionare sulla carta dei vini in crescita, che comprende anche una selezione di
birre e distillati/amari. Offriamo il servizio di Wine Bag per portare a casa la bottiglia non terminata e la vendita al dettaglio a prezzi simil-enoteca.

Al Celone ci sono anche quattro stanze per la notte, curate nei dettagli. Le due camere al piano terra hanno grandi bagni con vasca idromassaggio. Le altre due camere sono al primo piano e una
delle due ha un grande terrazzo da cui si gode di un bellissimo panorama sia del promontorio del Gargano sia dei monti Dauni.

Ma, se posso aggiungere, la mia filosofia è abbinare il piacere del cibo al divertimento e all’intrattenimento interessante. Quindi ogni settimana ospitiamo appuntamenti che spaziano
dalla musica dal vivo agli incontri con scrittori, cineasti e artisti, dagli spettacoli teatrali alle rassegne cinematografiche. Cerchiamo di essere un punto di riferimento nella zona per chi
desidera buon cibo e buon svago. E per un pubblico di nicchia c’è perfino una pista per l’automodellismo, per radiomodelli fuoristrada, dotata di palco e strutture di accoglienza.

Prima di lasciarci, ci faccia sognare ancora un po’ con il cibo… Qualche altro piatto che troviamo in questo periodo nel menù?

Il menù offre sempre piatti del giorno e alcuni must. Tra i primi: la pasta fatta in casa incontra carciofi e pecorino, o salsiccia, funghi e cardoncelli – una verdura spontanea della
famiglia dei cardi che abbiamo nel nostro orto insieme con le altre erbe spontanee, secondo la stagione e il ritmo dei campi. E ancora, il risotto zucca e burratta.

Le grigliate sono alla base del menù di carne. Ma consiglio di provare anche il tournedos di filetto di maialino nero del gargano con salsa al latte ed aglio nappato con olio al carbone.
Molti nostri piatti sono pensati anche per vegetariani, vegani e per tutti quelli che hanno intolleranze alimentari. Anche i dessert e i liquori sono fatti in casa e, come vuole la tradizione
di ospitalità della nostra terra, limoncello, agrumello, alloro e liquore alle erbe sono messi a disposizione per chi vuole intrattenersi ancora un po’ dopo cena.

Redazione Newsfood.com+WebTv

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