Intelligenza artificiale tra diritti e imprese: un approccio pragmatico

Intelligenza artificiale tra diritti e imprese: un approccio pragmatico

By Giuseppe

“Ai Human Centered” Dibattito all’UNIMI Università degli studi di Milano

Intelligenza artificiale tra diritti e imprese: un approccio pragmatico – Convegno alla Statale di Milano sul tema “Ai Human Centered”

ASSOEDILIZIA informa

 

Milano,  13 giugno  2024

 

di Saverio Fossati

Niente paura ma collaborazione tra tutti per governare l’Ai. Di questo si è parlato alla Sala Napoleonica dell’Università Statale di Milano il 13 giugno, nel convegno di presentazione dello Human Hall for AI, in collaborazione con Il Sole 24 Ore.

Invitato il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici

Il dibattito, moderato da Maria Carla De Cesari

Da subito è stato affrontato il tema della manutenzione e dei controlli.

Marilisa D’Amico

 

 

Marilisa D’Amico (ordinaria di diritto costituzionale e prorettore con delega alla legalità alla Statale di Milano) ha parlato del progetto, che nasce da un centro di ricerca sui diritti umani dell’Università. “Nell’ambito degli studi algoritmici – ha detto D’Amico – ci siamo concentrati su un nuovo progetto, la necessità di sviluppare l’analisi dell’impatto algoritmico con giuristi, linguisti e informatici.

Con una grossa expertise di aspetti teorici”. Sul tema dei controlli D’Amico ha ricordato che nel Ddl si parla di un’autorità autonoma e che la causa avviata dallo Stato di New York alle piattaforma di Ai perché dannose per gli adolescenti la si può definire un’azione collettiva.

 

Ernesto Damiani (professore di informatica e presidente Cini alla Statale di Milano)
ha spiegato che si tenta di superare con dei modelli volontari: “Non cediamo al rischio di affidare il tema a un solo attore”. E le memorie che ordini e associazioni forensi hanno presentato vanno bene. Pensiamo alle bravate sintetiche che vengono scelte come modello nella realtà.
Tutti devono sorvegliare, siamo qui per produrre conoscenza che riduca l’asimmetria informativa.

Achille Colombo Clerici

La parola è passata agli avvocati, con l’approccio pragmatico di Antonino La Lumia (presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano): “Come associazione forense siamo stati un po’ precursori, ce ne occupiamo da due anni con un tavolo di esperti (tra cui padre Penanti e Marilisa D’Amico)”. La domanda, ha detto La Lumia, è cosa sia l’Ai e come può essere applicata al sistema giudiziario: abbiamo verificato su come l’Ai generativa possa essere applicata al mondo della giustizia. E come sia possibile, sulla base di un data set perimetrato, creare un modello 2-3-1 e come l’avvocato possa utilizzarla. L’Ai, secondo La Lumia, non può essere vista con timore, ci vuole un approccio cooperativo con le nuove tecnologie. “Uso abitualmente Chat Gpt 4 – ha raccontato La Lumia – e le ho fatto “mangiare” 500 pagine di sentenze della Cgue: in pochi secondi ha letto e generato una sinossi di 2 fogli word. E almeno 1 avvocato su 2 è convinto che occorra fare una formazione specialistica, libererà energia enormi nell’attività difensiva di alto livello”. Il controllo umano diventa la chiave di volta che consente all’Ai di diventare lo strumento indispensabile. È l’intelligenza umana a creare quella artificiale: se non c’è un’attività regolatoria l’Ai può diventare un problema. Non possiamo permettere che l’Ai sostituisca l’intervento del giudice, a nessun livello.

Elena Buscemi (presidente del consiglio comunale di Milano) ha ricordato due esempi che hanno sviluppato fake news grazie all’Ai con contenuti audio e video molto realistici che screditavano l’avversario politico, in India e Slovacchia.

Brando Benifei, confermato da pochi giorni deputato al Parlamento Europeo, ha annunciato che tra poco inizierà al Parlamento Europeo una discussione sull’Ai con lo strumento della compliance; occorre avviare un discorso di accompagnamento tari vari stakeholders. È una legislazione molto avanzata, che vieta alcuni utilizzi dell’Ai in Europa, per esempio le telecamere biometriche in tempo reale negli spazi pubblici. I Governi hanno voluto rimarcare l’esclusione di tutti gli usi che riguardano la sicurezza nazionale.

“I metodi per tracciare il processo dell’algoritmo sono molti ma partiamo dalla trasparenza” ha detto Paolo Ceravolo (professore associato di informatica alla Statale di Milano). Si va cioè ad aumentare la consapevolezza sugli impatti e le contromisure ma è necessario arrivare prima  a un metodo strutturato e condiviso. Uno degli strumenti che usiamo, ha spiegato Ceravolo, è il model card, che migliora la capacità di descrivere uno scenario e i suoi collegamenti ma è anche uno strumento di monitoraggio sull’importanza che diamo a questo tipo di azione. Ceravolo ha poi illustrato un model card in campo medico, sottolineando il sistema del controllo umano e i costi economici e di tempo dell’operazione.

 

 

Marina Calcagno (innovation manager di Deloitte Officine Innovazione), Stefano Turchetta (direttore Ai governance, Deloitte) e Bianca De Teffé Erb (direttore data & ethics, Deloitte) hanno poi illustrato l’attività di Deloitte nell’Ai generativa, evidenziandone l’impatto economico e il velocissimo trend di crescita, con 740 nuove imprese nel solo 2023. Sul mercato italiano, le grandi imprese usano l’Ai ormai da 3-4 anni, soprattutto su funzioni bancarie, attuariali e di controllo e le competenze che deve però avere un’impresa. La mattinata si è conclusa con un dialogo diretto con il pubblico, che ha espresso, rispondendo a sette domande, i concetti associati ai temi centrali dell’Ai, come “futuro” “innovazione”.

 

FOTO

  • La sala del Convegno

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