Influenza A. Fazio richiama i medici: “Si devono vaccinare”
19 Ottobre 2009
L’influenza A è arrivata, e con il passare dei mesi prenderà forza, ma la vaccinazione antivirus non convince tutti.
In Italia, come nel resto d’Europa si sta assistendo ad una sorta di rivolta contro l’iniezione del vaccino e proprio da parte di coloro che stanno in prima linea contro la pandemia,
cioè medici ed infermieri. Secondo le ultime statistiche infatti, il 30-40% di questi è indeciso od addirittura contrario ad accettare l’immunizzazione.
Allora per richiamare all’ordine tali categorie, scende in campo il viceministro alla salute Ferruccio Fazio, che ha manifestato il suo pensiero durante un ‘intervista al Tg5.
Fazio spiega come medici ed infermieri: “Si devono vaccinare contro il virus H1N1 per essere pronti a curare i loro pazienti. Nessuno teme per la loro salute, non sono soggetti a rischio, ma
devono essere in grado di curare i loro pazienti quando arriverà il picco della nuova influenza che è atteso per fine anno”. Insomma, niente obblighi, ma richiamo al senso di
responsabilità in quanto custodi della salute pubblica: i sanitari non protetti, infatti, potrebbero “Infettare familiari e pazienti”. In più, “L’organizzazione sanitaria non
può bloccarsi a causa dell’influenza Se si ammalassero tutti insieme, chi manderebbe avanti gli ospedali?”
Il viceministro individua anche i più vulnerabili, tra i medici i bersagli prediletti saranno “Quelli di medicina generale e, fra coloro che lavorano in ospedale, i medici dei reparti di
malattie respiratorie e di terapia intensiva e quelli del Pronto Soccorso”.
Se sono chiare le intenzioni dei medici ed è altrettanto palese la morale di Fazio, non sono chiari i motivi di diffidenza verso il vaccino. Per gli esperti, è un mix tra sfiducia
verso la sicurezza del farmaco (“Messo a punto troppo in fretta”) e di sottovalutazione verso la pandemia, ritenuta lieve.
Matteo Clerici





