Indennità di trasferta sono escluse da tassazione sono escluse da tassazione ambito comunale

D: Volevo sapere se le indennità di trasferta sono escluse da tassazione?

R: Con la sentenza del 26 febbraio 2007, n. 4346 la Corte di Cassazione ha chiarito che le indennità di trasferta percepite dal lavoratore hanno natura retributiva e non risarcitoria, e
devono pertanto essere assoggettate a Irpef, ai sensi e nei limiti di cui all’articolo 51, quinto comma, del Tuir (come risultante dalle modifiche operate dal Dl 262/2006).
Ma vediamo che significa: l’indennità di trasferta ha natura risarcitoria, e non natura retributiva, in quanto è corrisposta per il disagio derivante dalla prestazione di lavoro
eseguita fuori dalla sede abituale ed è finalizzata a coprire alcune spese a cui il lavoratore va incontro. Solo nel caso in cui l’indennità di trasferta sia corrisposta oltre i
limiti stabiliti dall’art. 51 co. 5 del Tuir (? 46,48 in Italia e ? 77,47 all’estero) la stessa assumerà natura retributiva e solo per la parte eccedente tali limiti.
Con specifico riferimento alla sola indennità forfetaria di trasferta, oggetto del quesito posto, possono pertanto verificarsi le seguenti situazioni:

– l’imponibilità riguarda la sola parte eccedente euro 46,48 al giorno (in Italia) o euro 77,47 al giorno (all’estero);
– se, oltre all’indennità, è fornito gratuitamente il vitto o l’alloggio, i limiti sopra evidenziati sono ridotti rispettivamente a euro 30,99 e euro 51,65;
– se, oltre all’indennità, sono forniti gratuitamente sia il vitto che l’alloggio, i limiti si riducono ulteriormente a euro 15,49 e euro 25,82.

Le indennità di trasferta che rimangono al di sotto delle soglie sopra indicate, pertanto, non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente.
Diversamente, qualora si percepiscano indennità per importi superiori ai limiti stabiliti, la parte eccedente sarà tassata come reddito di lavoro dipendente.
Le indicazioni ministeriali succedutesi fino ad oggi, e confermate con quanto previsto dall’art. 51, comma 5 D.P.R. 22 dicembre 1986, n.917 prevedono l’esclusione dalla tassazione, delle
indennità di trasferta corrisposte ai lavoratori dipendenti a fronte di attività lavorative svolte fuori del comune in cui si trova la sede del lavoro.

Il Ministero ha altresì più volte chiarito che per ambito comunale non deve intendersi il solo centro abitato del comune o il centro abitato ed un delimitato contiguo raggio del
territorio ma tutto il territorio del comune a nulla rilevando la distanza tra la sede del lavoro ed il luogo di trasferta ubicato, per ipotesi, nel medesimo comune ove il lavoratore
abitualmente svolge la propria attività.
Le indennità di trasferta sono escluse dell’imponibile Irpef fino all’importo di ? 46,48 al giorno, elevate a ? 77,47 per le trasferte all’estero a nulla rilevando che la durata della
trasferta sia superiore o inferiore alle 24 ore, o più in generale che la trasferta non comporti un pernottamento fuori sede. A queste indennità si aggiunge la possibilità
di corrispondere i rimborsi analitici per spese di viaggio e di trasporto che non concorrono a formare reddito purché debitamente comprovate.
Per la tassazione in presenza di rimborso misto (indennità di trasferta più rimborso di alcune spese) le franchigie di ? 46,48 e ? 77,47 sono ridotti:

– di 1/3 nel caso in cui vengano rimborsate o siano fornite gratuitamente le spese di vitto o le spese di alloggio;
– di 2/3 nel caso in cui vengano rimborsate o siano fornite gratuitamente sia le spese di vitto che le spese di alloggio.

Anche in questo caso i rimborsi analitici delle spese di viaggio di trasporto non concorrono alla formazione della base imponibile se debitamente documentati.
Il rimborso analitico delle spese di vitto e alloggio, quello delle spese di viaggio, anche sotto forma di indennità chilometrica, e di trasporto non concorre a formare reddito. I
rimborsi di altre spese, anche non documentabili, eventualmente sostenute dal dipendente, sempre in occasione di dette trasferte o missioni, fino all’importo massimo giornaliero ? 15,49,
elevate a ? 25,82 euro per le trasferte all’estero.
Ogni altro eventuale rimborso spese corrisposto al di fuori dei limiti predetti è assoggettato interamente a tassazione.
Le indennità o i rimborsi di spese per le trasferte nell’ambito del territorio comunale concorrono a formare il reddito. Al contrario, rimborsi di spese di trasporto comprovate da
documenti provenienti dal vettore (biglietti dell’autobus, ricevuta del taxi ecc.) non concorrono a formare reddito. Al riguardo, si ritiene sia necessario che dalla documentazione interna
risulti in quale giorno l’attività del dipendente è stata svolta all’esterno della sede di lavoro.

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