Incidente sul lavoro alla ThyssenKrupp di Terni: muore operaio di 31 anni

Incidente sul lavoro alla ThyssenKrupp di Terni: muore operaio di 31 anni

Un operaio di 31 anni è morto il primo dicembre a causa di un incidente avvenuto nel centro movimento acidi dello stabilimento ThyssenKrupp di Terni. Si chiamava Diego Bianchina e potrebbe
avere perso la vita in seguito a esalazioni di vapori di acido cloridico. Nell’incidente sono rimasti intossicati anche altri due operai ma le loro condizioni non sarebbero gravi. La vittima era
addetto ai “servizi ausiliari” della Tk-Ast. L’incidente è avvenuto all’ interno dell’ area ‘Pix due’ verso le 12. Subito soccorso, il giovane è stato trasportato in ospedale ma al
suo arrivo i medici non hanno potuto che constatarne la morte. Degli altri due feriti, uno ha già lasciato l’ospedale, l’altro dovrebbe essere dimesso in serata.

Il segretario provinciale della Fiom, Attilio Romanelli, riferisce a rassegna.it che è in corso uno sciopero di due ore con un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento. I
rappresentanti dei lavoratori sono in attesa di un incontro convocato con l’azienda che dovrebbe tenersi subito dopo che la magistratura avrà terminato i rilievi per accertare la
dinamica.

“Alla vigilia del secondo anniversario della strage avvenuta nel dicembre 2007 a Torino, un nuovo morto sul lavoro si è avuto oggi in uno stabilimento italiano della ThyssenKrupp: questa
volta, all’acciaieria di Terni”. È quanto afferma in una nota il segretario nazionale della Fiom Cgil, Giorgio Cremaschi. “E’ un fatto di una gravità inaudita – sostiene Cremaschi
-, perché le circostanze della morte, che seguono a diverse e ripetute proteste sindacali su come l’azienda organizzava il lavoro, dimostrano che la ThyssenKrupp in Italia non ha imparato
niente e continua a mettere a repentaglio la vita dei lavoratori. Vogliamo punizioni esemplari, da parte della legge – sottolinea il dirigente sindacale -, per tutte le inadempienze che sono a
monte della tragedia odierna. Vogliamo anche testimoniare, ai compagni di lavoro e ai familiari della vittima, il totale sostegno e la rabbia della Fiom di fronte al fatto che una delle
più grandi multinazionali europee si comporti in Italia in maniera indegna”. “E’ necessario, infatti, ricordare – prosegue il segretario – che tutte le morti sul lavoro alla ThyssenKrupp
derivano da una politica aziendale di risparmi e di tagli che mette in crisi la sicurezza. Questa politica continua, perché l’azienda ha deciso di licenziare più di 50 lavoratori
nello stabilimento di Brescia, proponendo anche lì una drammatica riduzione degli organici che, se mantenuta, minaccerà anch’essa la salute e la sicurezza dei lavoratori”. “La Fiom
– aggiunge Cremaschi – si costituirà parte civile anche in questo procedimento contro la ThyssenKrupp. Intanto, sosteniamo tutte le iniziative di sciopero in corso”.

Quanto avvenuto oggi, rileva la segretaria confederale della Cgil Paola Agnello Modica, “dimostra, se ce ne fosse stato bisogno, che la situazione delle condizioni concrete di lavoro sono ben
lungi dall’essere quanto meno accettabili, alla Thyssen e non solo”.

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