In Europa l'emergenza cibo interessa 74 milioni di persone

«In Europa il problema alimentare riguarda potenzialmente più di 74 milioni di cittadini che vivono oggi al di sotto della soglia di povertà» è quanto afferma
la Coldiretti nel commentare l’effetto dell’aumento dei prezzi nei paesi poveri ed in quelli sviluppati come il Giappone dove si registrano carenze di scorte per generi di prima
necessità quali il burro o gli Stati Uniti dove alcuni supermercati hanno adottato misure per prevenire l’accaparramento del riso.

Uno scenario che – sottolinea la Coldiretti – deve significare quindi una nuova attenzione per la crescita dell’agricoltura a livello nazionale, comunitario ed internazionale per scongiurare i
limiti alla crescita rappresentati dalla scarsità di cibo dovuta all’esplosione dei costi di coltivazione e di allevamento oltre che al boom della domanda dei Paesi emergenti come India
e Cina e agli effetti dei cambiamenti climatici.

Siamo di fronte – sottolinea la Coldiretti – alla necessità di un cambiamento delle gerarchie all’interno dell’economia e un ruolo nuovo e centrale da svolgere per l’agricoltura nei
prossimi anni, sia nella fornitura di beni alimentari che come garanzia per la salute e la sicurezza ambientale.

Occorre – continua la Coldiretti – sostenere e qualificare la politica agricola comune per non aggravare il problema dell’approvvigionamento alimentare dell’Europa in un momento in cui molti
paesi produttori stanno chiudendo le frontiere con limitazioni alle esportazioni e ripercussioni anche per l’Italia che importa quasi la metà del proprio fabbisogno in settori chiave
come i cereali, la carne e il latte.

L’intera Unione Europea – conclude la Coldiretti – è un importatore netto di prodotti agricoli con una bilancia commerciale negativa di circa 6 miliardi di dollari ed è anche il
primo importatore di prodotti agricoli dai Paesi in Via di Sviluppo con un valore pari circa a quello di USA, Giappone, Canada ed Australia messi insieme.

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