“Il vino toscano è sano e di qualità”

Il vino toscano è sano e di grande qualità, ad iniziare dal Brunello che per Montalcino e per la Toscana rappresenta il prodotto simbolo dell’eccellenza della nostra agricoltura,
lo sottolinea la Cia Toscana in riferimento alla vicenda giudiziaria che sta interessando alcuni produttori vitivinicoli di Montalcino, ma che potrebbe avere pesanti ripercussioni per l’intero
settore.

Il vino toscano ha raggiunto un livello di qualità e d’immagine forte nel mondo a cui tanti produttori dell’intera Toscana, hanno contribuito con la loro professionalità,
esaltando le migliori tradizioni della viticoltura toscana assieme ad una forte capacità d’innovazione produttiva e culturale nel rispetto di un solido legame con il territorio.

«I produttori agricoli toscani -sottolinea il presidente della Cia toscana, Giordano Pascucci- hanno da tempo intrapreso la strada della qualità offrendo garanzie di prodotto e di
processo, sicurezza alimentare, innovazione e tradizione, legame profondo con il territorio. Spesso questo legame è profondo, esclusivo, in quanto le sorti della propria impresa, del
proprio futuro e del reddito sono strettamente collegate, prevalentemente, alle sorti di un prodotto, di una denominazione, di un territorio>>.

Soprattutto nella viticoltura, ricorda la Cia regionale, la tradizione, l’innovazione ed i significativi investimenti hanno contribuito allo sviluppo di intere aree della nostra regione:
«Tutto questo -prosegue Pascucci- è stato possibile anche per il dinamismo e la qualità di migliaia di imprese, in prevalenza medio-piccole, che hanno rafforzato e
qualificato la filiera vitivinicola». In Toscana, anche attraverso le specifiche politiche della Regione, è cresciuto e si è consolidato un importante tessuto di produttori
vitivinicoli che hanno investito per modernizzare le aziende, qualificare la produzione, elevare il livello della qualità dei prodotti assicurando sostenibilità ambientale,
valorizzazione del territorio e del paesaggio, coesione sociale.

Caratterizzare sempre più la produzione legata al territorio, e con essa salvaguardare il rapporto con il consumatore, è un interesse primario del produttore per difendere il suo
reddito e il suo futuro. La funzione dei marchi e delle denominazioni è determinante alla tutela ed alla valorizzazione delle produzioni di qualità di tutto l’agroalimentare. In
molti territori della Toscana il futuro delle aziende agricole, altamente specializzate, è molto spesso legato alla sorte della produzione del vino; così come le sorti dei
produttori, e soprattutto di quelli più piccoli, è legato alla «qualità delle denominazioni» e alla loro buona reputazione.

In questa direzione per la Cia Toscana il ruolo dei Consorzi di tutela, quali strumenti di autogoverno delle denominazioni, continua ad essere elemento strategico e determinate per rafforzare
le azioni di tutela e di valorizzazione delle produzioni stesse, oltre che di controllo. Per questo la Cia Toscana ribadisce l’esigenza che per ogni denominazione e per territori vitivinicoli
omogenei si affermino Consorzi di tutela rappresentativi, autorevoli che attraverso la partecipazione ed il protagonismo dei produttori, e della filiera, assicurino al consumatore
qualità, rispetto del disciplinare di produzione, tracciabilità e trasparenza offrendo garanzie di prodotto e di processo, sicurezza alimentare, innovazione e tradizione, legame
profondo con il territorio. «Recuperare e rafforzare il rapporto con il consumatore può voler dire -aggiunge Pascucci- migliorare gli elementi di chiarezza e trasparenza delle
regole di produzione, così come nella costanza e lealtà della loro applicazione è possibile introdurre quegli elementi di cambiamento che servono per modernizzare la
filiera nell’ottica di dare più valore aggiunto ai produttori e all’intero tessuto economico dei numerosi comprensori vitivinicoli. Nessun episodio, ancorché grave, di mancato
rispetto delle regole sul disciplinare di produzione, come pare emergere da alcune indagini in corso, può offuscare -sottolinea- l’immagine di un prodotto, come il Brunello di
Montalcino, che è in una posizione di leader nel mercato mondiale del vino per la sua qualità, per le sue caratteristiche distintive che ne fanno un sito riconoscibile nel mondo e
per la lealtà della stragrande maggioranza dei produttori».

Per la Cia Toscana, occorre che vengano rafforzate le iniziative da parte dei produttori, degli operatori della filiera, del Consorzio e delle Istituzioni per fare chiarezza sulla vicenda e per
fornire ai consumatori ulteriori garanzie sul prodotto in commercio e sui processi di produzione e di controllo, così come vanno respinti con fermezza i tentativi di strumentalizzazione,
evitare esagerazioni mediatiche, agevolare le attività degli organi di indagine, verso i quali occorre manifestare la massima fiducia, auspicando, tuttavia, una rapida conclusione delle
indagini in corso per ristabilire quanto prima un clima di fiducia nella filiera e con i consumatori.

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