Il vino non risente della crisi
9 Giugno 2010
Piuttosto tagliano su altre spese, ma al buon bere non rinunciano: in tempo di crisi gli eno-appassionati riservano comunque al vino un posto d’onore. Certo, non si fanno più incantare
dalle griffe e ricercano il giusto rapporto qualità-prezzo: secondo il sondaggio Winenews e Vinitaly, il 45% del campione negli ultimi 2 anni ha comprato lo stesso numero di bottiglie, il
47% ha confermato lo stesso budget, il 32% ha speso di meno, mentre il 21% ha speso di più.
Ma quanto si è disposti a pagare mediamente per una bottiglia di vino?
Il 44% da 10 a 20 euro, il 25% fino a 10 euro, il 18% da 20 a 30 euro, il 9% da 30 a 40 euro, il 3% da 40 a 50 euro, e solo l’1% oltre 50 euro. Moltissimi sono quelli che rifuggono dalle griffe e
vanno alla ricerca di etichette poco conosciute, economicamente abbordabili e di buon livello qualitativo, ma non mancano coloro che, al contrario, puntano su vini noti e ampiamente sperimentati,
ma quello che accomuna tutti è una decisa presa di distanza da vini lussuosi e vini-icona in favore di etichette del territorio.
I trucchi per risparmiare suggeriti dagli eno-appassionati?
Bere a casa con gli amici, magari dividendo la spesa delle bottiglie, invece di andare al ristorante; acquistare in supermercati e ipermercati che hanno un reparto vino ben fornito o direttamente
nelle cantine; approfittare di offerte e promozioni; formare un gruppo di acquisto con altri amanti del buon bere.
Ansa.it per NEWSFOOD.com




