Il presidente Saraceno: “Un'associazione forte, libera, indipendente e sana come poche”

“Il compito che mi è stato affidato dai miei soci è quello di sottolineare come quanto fatto – ha rimarcato Saraceno – ci ha consentito di raccogliere la guida di
un’associazione forte, libera, indipendente e sana come poche”.

I giovani agricoltori sono troppo pochi. “Sarebbe suicida dividersi ancora, è necessario costruire un percorso d’idee e proposte su temi che riguardano l’agricoltura del futuro –
sostiene il presidente dell’ANGA – nell’Oiga (Osservatorio per l’imprenditorialità giovanile in agricoltura), dovremmo confrontarci coinvolgendo le nostre basi, scevri da
precondizionamenti di casacca che nulla portano alla discussione”.

“Si dice sempre che la leadership è al servizio dei soci, io sono convinto che siamo fortunati a vivere una situazione privilegiata in Confagricoltura – continua Saraceno – dove il
riferimento unico e solo della nostra attività associativa e sindacale, rimane l’Impresa, quella vera, quella fatta da Imprenditori protagonisti”.

Per un’impresa, specialmente se giovane, è fondamentale poter contare su politiche stabili e regole certe che consentano investimenti a medio e lungo termine. “E’ necessaria a
livello nazionale ed europeo una politica strutturale di sostegno alle imprese agricole giovani –  mette in evidenza Saraceno – che resteranno sul territorio, integrate con esso,
realizzando un’agricoltura competitiva e sostenibile, socialmente responsabile e sicura”.

“Il compito primario dell’agricoltore è la produzione alimentare, di qualità da difendere nei marchi, nelle denominazioni e indicazioni di origine – conclude il
presidente dell’ANGA – Ma non va sottovalutata nemmeno la produzione agricola non food, rifiutando aprioristicamente la ricerca e la sperimentazione degli Ogm.”

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