Il Presidente Masoero e il Vice Buonanno sui licenziamenti al 118

Vercelli – «Ma quale politica da avanspettacolo? Lo chiedano ai nostri elettori, quelli che con un consenso quasi plebiscitario hanno premiato, e continuano a premiare,
la concretezza del nostro operato. In Provincia come a Varallo o a Livorno Ferraris, ma il discorso si può allargare su tutto il territorio vercellese e valsesiano».

Così rispondono il Presidente della Provincia Renzo Masoero e il vice Gianluca Buonanno alle affermazioni dei sindacati in merito alla vicenda dei licenziamenti al 118.
«Siamo convinti che la condotta del Governo Prodi abbia accresciuto nel sindacato un senso di frustrazione e di impotenza. Quella sì che è stata una politica da
avanspettacolo. Un teatrino che ha fatto piangere l’Italia e dissanguato le tasche dei lavoratori e dei pensionati. Fortunatamente in fondo al tunnel c’è qualcosa in più di un
raggio di sole. Ci sarà un nuovo Governo che consentirà ai sindacati di usare l’unica arma a loro disposizione, quella della protesta. Scenderanno di nuovo nelle piazze,
organizzeranno pullman, e chiederanno ai giovani di rimanere a casa da scuola. Le solite manifestazioni «spontanee». Insomma, tutto tornerà come prima. Mentre il nuovo
Governo si occuperà di rimettere in piedi il Paese dopo i disastri del centrosinistra.

Sostituirci ai sindacati? Perché no? Non sarebbe un eccesso di zelo da parte nostra, ma è quello che ci chiedono gli elettori, la gente comune, quei lavoratori e quei pensionati
che dal sindacato si sono sentiti trascurati, scarsamente rappresentati, poco tutelati, ma soprattutto traditi.
Se il Presidente della Regione e l’Assessore alla Sanità fossero stati di centro destra gli stessi sindacati si sarebbero arrampicati persino sugli alberi pur di gridare allo scandalo.
Questo dimostra quanto siano malati di faziosità pregiudiziale.

Sia ben chiaro, non abbiamo preconcetti contro l’intero mondo sindacale, lo si evince dal rapporto positivo, costruito sul dialogo, che esiste con l’Rsu della Provincia. Lo si arguisce dalla
presenza di delegazioni sindacali in occasione della Marcia per una Sanità Migliore. Diffidiamo piuttosto di chi millanta di essere il paladino delle fasce più deboli solo a
parole. Quelle fasce che alla fine votano, ormai da più di un decennio, per chi opera in modo corretto, coerente e responsabile per il territorio. Quelle fasce che riconoscono le
qualità di chi si adopera per la meritocrazia e liquidano invece chi ha fatto e continua a fare dell’assistenzialismo una professione».

Leggi Anche
Scrivi un commento