Il nuovo regime per i contribuenti minimi porta 500 mila lettere agli interessati

Dal 1 gennaio 2008 è in vigore il nuovo regime per i contribuenti minimi, che prevede la possibilità di scegliere un regime fiscale agevolato per coloro che rispettino una serie
di requisiti.
Per illustrare in modo semplice, ma approfondito tutte le novità ed i vantaggi derivanti dalla nuova opzione, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una circolare che ha spiegato nel
corso di un’apposita conferenza stampa ed ha annunciato che invierà 500 mila lettere ad altrettanti potenziali interessati per illustrare tutte le novità.
Come ha annunciato il direttore Servizi ai contribuenti, Aldo Polito, i contribuenti sono stati selezionati in base al possesso dei “requisiti per applicare il nuovo regime”: “In realtà
la platea è più vasta – ha osservato Polito – ma abbiamo scelto di non inviare la lettera a quelli che più si avvicinano al limite dei 30 mila euro, anche per evitare di
ingenerare aspettative ingiustificate o confusione sui presupposti giuridici del regime”.
Tra gli approfondimenti contenuti nella circolare, l’Agenzia ha fornito informazioni in merito al cosiddetto comportamento “concludente” ai fini dell’espressione della volontà di aderire
o meno al regime dei contribuenti minimi.
L’Agenzia, in particolare, ha chiarito che l’emissione di fattura con addebito dell’Iva cui non segue la liquidazione periodica dell’imposta o l’esercizio del diritto alla detrazione non
dimostra la volontà di non avvalersi del nuovo regime poiché tale emissione potrebbe essere stata causata da incertezze collegate alle novità introdotte dal regime
agevolato.
Ne consegue che i contribuenti, che all’inizio del 2008 hanno emesso le fatture addebitando l’Iva, possano applicare il regime dei minimi rettificando i documenti emessi con addebito Iva. Allo
stesso modo, i contribuenti che per certificare i corrispettivi hanno emesso “ricevuta-fattura”, possono operare una rettifica, mentre per chi ha emesso solo uno scontrino fiscale o una
ricevuta tale necessità non sussiste, poichè da essi non potrebbe comunque emergere la volontà di un comportamento “concludente” ai fini della scelta del regime
ordinario.
L’Agenzia ha precisato che anche la tenuta dei registri Iva non rappresenta un “comportamento concludente” per la scelta del regime ordinario, poiché anche i minimi possono tenerli per
ragioni amministrative (pur non essendo soggetti ad alcun obbligo).
In merito ai requisiti che consentono di identificare i contribuenti minimi, invece, l’Agenzia ha precisato che, per calcolare il tetto dei 30.000 euro di ricavi o compensi registrati nel 2007,
rileva il criterio della competenza e che, quindi, è necessario occorre tener conto anche di eventuali incassi slittati al 2008.
E’ bene ricordare, infine, che i contribuenti che possiedono i requisiti sono soggetti al “comportamento concludente” ai fini dell’applicazione del regime dei minimi e chi non comunica
l’opzione per tale regime con la dichiarazione di inizio attività o con la successiva rettifica è soggetto alla sanzione prevista dal decreto legislativo 471 del 1997, articolo 5
comma 6.
Anche coloro che iniziano la propria attività nel 2008, infatti, possono aderire al regime dei minimi e devono autocertificare nell’apposito modello di possedere i requisiti per
l’accesso. I contribuenti che non hanno manifestato la propria volontà nella dichiarazione di inizio attività, infine, hanno 30 giorni di tempo per rettificare quanto
precedentemente dichiarato.

Agenzia delle Entrate, circolare n. 7 del 28 gennaio 2008

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