Il “morso del serpente” alla Fiera agricola di Inveruno

Il “morso del serpente” alla storica Fiera agricola di San Martino a Inveruno, nell’ambito di una manifestazione che ha ormai 400 anni di storia, dal 10 al 12 novembre prossimi, oltre ai
tradizionali tesori del gusto lombardi sarà possibile ammirare anche diverse varietà di “infernali” peperoncini piccanti, tra le quali alcune piante dei famigerati messicani
Habanero red, Red savina e Orange, fino all’indiano Naga Morich (“morso del serpente”), il peperoncino più piccante del mondo, al punto da meritarsi un posto nel Guinnes dei primati.

“Verranno illustrate le origini, la storia e l’uso che, ad esempio, se ne faceva in India, dove si piantavano ai bordi dei villaggi per tenere lontani gli elefanti – spiega Orfeo Favotto,
segretario di zona della Coldiretti – C’è un mondo di appassionati e anche di club che organizzano incontri manifestazioni. Esistono poi aziende specializzate nella coltivazione e che
vendono piantine e semi in tutto il mondo”. Ma non si parlerà solo di peperoncini. La Fiera di Inveruno è infatti una vera e propria vetrina dell’agricoltura lombarda: conta ogni
anno sessantamila visitatori, seicento capi di bestiame, duecento allevatori e rassegne di tutti i tipi dai prodotti tipici regionali alla cultura alle rassegna specifiche per ogni settore
zootecnico. “La Coldiretti, che ha sempre collaborato alla buona riuscita della fiera, è presente con un proprio stand di prodotti locali allestito da Campagna Amica – spiega Favotto –
Quest’anno ci saranno produttori di formaggi, salumi, piccoli frutti marmellate e prodotti dell’alveare e verrà inoltre allestito un banchetto per la raccolta firme “Liberi da OGM”, dove
saranno illustrate e spiegate le motivazioni dell’iniziativa”.

Domenica 11 novembre, organizzata dalla Sezione Coldiretti di Inveruno, si celebrerà anche la Giornata del Ringraziamento con la Messa nella chiesa parrocchiale di San Martino Martino
alle ore 11.15, dopo di che seguirà la sfilata degli attrezzi agricoli con la presenza di quasi cento mezzi (fra macchinari antichi e moderni) per raccontare il passaggio
dall’agricoltura tradizionale a quella del futuro.

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