Il futuro dell'agricoltura e dell'alimentazione in Europa

La metà della superficie dell’Unione Europea è adibita all’agricoltura, ciò è sufficiente a dimostrare l’importanza che riveste nel Vecchio Continente
l’attività agricola per l’ambiente naturale e per l’alimentazione dei cittadini europei.

È per questa ragione che le politiche dell’UE, segnatamente la Politica Agricola Comune (PAC) mirano sempre più a prevenire i rischi di degrado ambientale, incoraggiando al tempo
stesso gli agricoltori a continuare a svolgere un ruolo positivo nella salvaguardia del paesaggio e della salute dei consumatori. Le misure adottate per integrare nella PAC le problematiche
ambientali comprendono requisiti di tipo ambientale e incentivi inseriti nella politica di mercato e dei redditi, come pure misure ambientali mirate nel quadro dei programmi di sviluppo rurale.

Da anni le scelte dei cittadini europei si orientano verso alimenti più sani, più nutrienti, più gustosi e ottenuti con metodi rispettosi della natura. È proprio
l’evoluzione del concetto di qualità il fulcro centrale degli scenari futuri dell’alimentazione in Europa. I consumatori ricercano una qualità sostanziale, ovvero elementi
concreti e misurabili, che riguardano la sicurezza e l’igiene degli alimenti, ma sono anche sempre più orientati verso aspetti meno tangibili, come la tradizione e la storia del
prodotto. La sicurezza e l’igiene alimentare sono naturalmente condizioni essenziali per la qualità dei cibi. È indispensabile, e lo sarà sempre più, che i
consumatori possano fidarsi della qualità dei prodotti acquistati. Per questo motivo il settore è disciplinato da norme tra le più rigorose del mondo, sia per i prodotti
europei che per quelli importati.

Le norme ambientali del settore agricolo sono state riviste nell’ambito della riforma PAC 2003 che ha introdotto la riduzione degli incentivi accordati alla produzione intensiva, all’origine
dell’aumento dei rischi ambientali. La riforma, inoltre, inasprisce controlli e sanzioni per gli agricoltori che non rispettano le direttive europee sull’inquinamento delle acque dovuto alla
diffusione di nitrati e di antiparassitari. Per quanto riguarda la tutela degli animali, l’attività dell’Unione ha redatto il Programma di azione per il benessere degli animali 2006-2010
che introduce, tra le altre cose, degli indicatori standardizzati, validi per tutta Europa, al fine di sostenere elaborazione di metodi di produzione agricola più attenti alle loro
condizioni di vita, ponendo dei limiti all’allevamento intensivo. Un grande rilievo hanno inoltre assunto le certificazioni di qualità alimentare, nate per tutelare i consumatori,
fornendo loro un’informazione costante sulle caratteristiche delle imprese produttrici e dei loro prodotti, al fine di assicurare sicurezza lungo l’intera filiera produttiva e garantendo la
veridicità della zona di provenienza indicata sull’etichetta.

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