Il futuro della sanità veneta

By Redazione

Rovigo, 16 Novembre 2007 – «Stiamo lavorando per omogeneizzare ed uniformare i livelli dei servizi sanitari e sociosanitari delle sette province del Veneto, la posa della prima
pietra di oggi è un passaggio strategico del lungo percorso che stiamo facendo per ristrutturare, riqualificare e semplificare la nostra rete ospedaliera.

Con una rinnovata sensibilità per gli standard clinici che devono essere elevatissimi, ma anche con confermato interesse per gli aspetti dell’accoglienza e del ricovero del
paziente». Così l’assessore alle politiche sanitarie, Francesca Martini, ha commentato questa mattina, il taglio del nastro della piastra tecnologica che sarà il cuore del
nuovo ospedale dell’Usl 18 di Rovigo. Spiega Martini.

«Il diritto alla salute è fondamentale per i cittadini del Veneto. E’ un principio che ho posto al centro del mio agire e che mi porta ad essere impegnata nella qualificazione
delle strutture di ciascuna provincia, comprese le realtà sanitarie e sociosanitarie delle aree di montagna e delle zone di confine che ho visitato spesso nei mesi passati».
Continua Francesca Martini: «A Rovigo il nuovo ospedale, che avrà uno stanziamento complessivo di 115 milioni di euro, non vedrà aggiunto solo un nuovo blocco, ma
vedrà ridisegnata l’intera struttura secondo i più moderni criteri dell’organizzazione gestionale. Cominciamo oggi con due settori strategici: la radiologia e la chirurgia. Il
futuro ci chiede tecnologia d’avanguardia, la messa in rete dei poli ospedalieri ed universitari, il coinvolgimento sinergico di diverse professionalità per garantire ai pazienti
percorsi di diagnosi, di cura e di terapia di assoluta eccellenza. Un’eccellenza che si raggiunge soprattutto grazie alla capacità dei medici e degli operatori della sanità
veneta».

Prosegue Martini: «La Regione del Veneto sta operando su più fronti: abbiamo aperto un tavolo per la qualità percepita e abbiamo attivato un tavolo permanente per il
monitoraggio delle liste di attesa; stiamo rafforzando i percorsi di formazione continua, stiamo potenziando l’informatizzazione della medicina di base e stiamo rafforzando il rapporto tra
ospedale e territorio; siamo concentrati sulla continuità assistenziale e sulla presa in carico globale del paziente; siamo al lavoro sulla prioritarizzazione delle prestazioni e sul
consolidamento delle strutture intermedie. Tutti siamo chiamati a fare la nostra parte, secondo le specifiche competenze e in base al ruolo che ci è stato affidato». Conclude
l’assessore Martini: «Il Veneto, che ospita la sede dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e che è capofila del Forum delle Regioni Europee per la Salute, vuole
continuare ad essere ai vertici della Sanità internazionale.
Siamo certi del successo anche perché investiamo in servizi sanitari e sociosanitari i due terzi del bilancio regionale. Speriamo adesso di vincere la settimana prossima a Roma la
battaglia per una equa e giusta ripartizione del Fondo sanitario nazionale: non possiamo più continuare a finanziare i bilanci di Regioni come il Lazio che sono ormai vicine alla
bancarotta».

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